Sanihelp.it – La lesione spinale è una delle principali paure dell'essere umano quando, suo malgrado, diventa vittima di un serio incidente: tale danno può infatti portare, come conseguenza, all'interruzione degli impulsi nervosi del midollo, con conseguente paralisi degli arti inferiori e, nei casi più gravi, anche a quella degli arti superiori. Il risultato è dunque la perdita, parziale o totale, dell'autosufficienza, dell'indipendenza, e in molti casi di una vita degna di esser vissuta: anche perché, nonostante prosegua la ricerca per trovare una cura, il trattamento riabilitativo raramente permette alle vittime da lesione spinale di recuperare la completa funzionalità degli arti paralizzati, e possono essere necessari mesi e mesi di duri esercizi per ottenere anche un pur minimo miglioramento.
Ultimamente, gli studi degli scienziati si stavano concentrando su di un possibile rimedio ai danni al midollo spinale grazie all'utilizzo di cellule staminali in grado di rigenerare il sistema nervoso centrale: ma la rivista specializzata Brain ha pubblicato in questi giorni un esperimento della University of Louisville, in collaborazione con la University of California, che dona nuove speranze a tutte le vittime di questo terribile trauma. La loro ricerca si è scostata da quella sotto osservazione ultimamente, che prevede l'ausilio delle cellule staminali: i medici americani hanno infatti sottoposto quattro persone paralizzate in seguito ad una lesione spinale alla stimolazione epidurale elettrica del midollo, ottenendo risultati confortanti. I quattro pazienti, tutti paralizzati da più di due anni, sono stati in grado per la prima volta dal momento del trauma di produrre alcuni movimenti volontari, seppur basici, con gli arti inferiori: piccole cose, come flettere le dita dei piedi, le ginocchia o le caviglie, che assumono in realtà la dimensione di miracoli se pensiamo a cosa possano aver provato questi esseri umani dopo così tanto tempo di totale immobilità. Purtroppo i pazienti non sono stati ancora in grado di camminare, ma si tratta comunque di passi avanti notevoli nella ricerca di un trattamento per la lesione spinale.
La spiegazione di un tale progresso è piuttosto semplice secondo gli stessi ricercatori americani: l'elettricità rende il midollo spinale più ricettivo ai pochi comandi che ancora riescono ad arrivargli dal cervello, e aiuterebbe gli impulsi nervosi a superare traumi che, senza elettrostimolazione, sarebbero impossibili da scavalcare. Un approccio sicuramente avveniristico per la ricerca finanziata dai National Institutes of Health assieme alla Reeve Foundation, fondazione creata da Christopher Reeve, compianto attore che ha dato il volto sul grande schermo a Superman, rimasto paralizzato dopo un incidente a cavallo. Tale trattamento non ha la capacità di curare direttamente il trauma spinale, ma permette comunque alle vittime di incidenti che coinvolgono il midollo spinale di acquisire nuovamente la capacità di produrre movimenti volontari: quasi tutti i pazienti coinvolti nell'esperimento erano infatti in grado di produrre movimenti precisi delle gambe e di controllarne la forza. Ciò significa che molto probabilmente questi individui proseguendo il trattamento riusciranno a camminare, pur con l'ausilio di un aiuto: inoltre, l'elettrostimolazione impedisce l'atrofizzazione del muscolo, portando anche ad un migliore controllo della vescica e della funzione sessuale. Insomma, se la riparazione della lesione spinale rimane al momento qualcosa di ancora irraggiungibile, questa ricerca dà nuove speranze a chi, vittima di gravi incidenti, vorrebbe per lo meno vedere la qualità, la dignità e l'aspettativa della propria vita aumentare in maniera sensibile.