Sanihelp.it – La crisi ha inciso anche sulle scelte degli italiani per le cure mediche essenziali: uno su dieci vi ha rinunciato. Le più colpite: le famiglie a basso reddito (sotto i mille euro al mese), quelle monoparentali e quelle con malati cronici. È quanto emerge dall’inchiesta che l’associazione Altroconsumo ha condotto presso un campione di oltre 1.100 cittadini italiani, tra i 25 e 74 anni.
I risultati di questa indagine, svolta in Italia e contemporaneamente in Spagna, Portogallo e Belgio, sono sorprendenti. E preoccupanti. Anche da noi per molte famiglie le cure mediche rischiano di trasformarsi o si trasformano in una vera e propria catastrofe economica. Al punto da costringere a rinunciare a beni essenziali come il cibo o il riscaldamento della casa d'inverno.
In Italia la spesa annua per la salute è il 14% delle uscite del nucleo familiare. L'Italia, tra i quattro Paesi presi in esame, è quello con le più alte spese sanitarie a carico del cittadino: in media 273 euro al mese a persona, contro i 126 del Belgio, i 215 del Portogallo e i 233 della Spagna.
Un terzo di chi non è riuscito ad accedere alle cure per motivi economici ritiene che ciò abbia avuto conseguenze serie in termini di salute, soprattutto per i bambini.
Non molto diffuse le assicurazioni sanitarie, piuttosto nel bisogno si ricorre a un prestito. Uno su dieci dichiara di aver dovuto chiedere un prestito per il dentista (la più alta voce di spesa medica essenziale, in media 1.533 euro su base annua), per le visite oculistiche e acquisto di occhiali e lenti a contatto. Il 50% di questi si è rivolto a un familiare, uno su tre alla banca.
Chi decide di affrontare le spese comunque taglia su altre voci di spesa nel bilancio familiare. Il 40% del campione dichiara di aver rinunciato almeno una volta all’acquisto di capi d’abbigliamento. Più di uno su tre ha smesso di andare al cinema o al ristorante. Il 20% ha eliminato viaggi e vacanze.
Intanto nel 2008, a Tallinn, gli Stati europei membri dell'Organizzazione mondiale della sanità si sono impegnati a migliorare i servizi sanitari perché il diritto alla salute è un diritto umano fondamentale. Speriamo che anche sul fronte economico si faccia qualcosa per aiutare le persone che non ce la fanno.