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L’obesità può avere basi genetiche

Sanihelp.it – Il leggendario «metabolismo lento» individuato da alcuni come fattore scatenante di sovrappeso e obesità, è stato ufficialmente riconosciuto da un gruppo di ricercatori come effettiva causa dei problemi di peso di alcuni individui.


Dall’Università di Cambridge infatti, arriva uno studio che ha indagato le basi genetiche dell’obesità, individuando nella disfunzione del gene KSR2 l’origine di iperfagia (ovvero un aumento incontrollato dell’appetito senza apparenti cause scatenanti), metabolismo lento e obesità.

Nei meccanismi metabolici infatti, le cellule percepiscono lo stato nutrizionale dell'organismo, controllano le riserve di energia e trasmettono queste informazioni tramite l’invio di un segnale che attiva una precisa risposta cellulare.

La catena coinvolta nel trasporto del segnale è fondamentale nel metabolismo: nello specifico, la proteina Ras viene attivata da segnali che poi trasferisce su altre proteine​, le quali attivano a loro volta i geni coinvolti nella crescita e differenziazione cellulare; questi processi supportano la funzionalità delle cellule e richiedono un alto consumo di energie.

Il gene KSR2 regola l’attività della proteina RAS, ma qualora vi sia una disfunzione, tutta la catena che regola il metabolismo viene alterata: senza il controllo di questa proteina, l’organismo crede infatti di aver bisogno di una grande quantità di energia (ricercata tramite l’assunzione smodata di cibo), che risultando spropositata rispetto a quella di cui effettivamente necessita, viene smaltita sempre più lentamente, rallentando così l’intero processo metabolico e provocando gravi disturbi di peso.

In questo studio in particolare, sono stati sequenziati i DNA di 1770 individui affetti da grave obesità e con un esordio della malattia precoce, ovvero prima dei dieci anni di età: le analisi hanno evidenziato numerose varianti rare del gene KSR2, la maggior parte delle quali presenti nei soggetti gravemente obesi.

I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista Cell, hanno tuttavia evidenziato che le mutazioni del gene associabili con problemi metabolici coinvolgano una percentuale inferiore all’1% del campione analizzato, e che solamente per questo piccolo gruppo sarebbe d’aiuto una terapia farmacologica che sopperisca alle funzioni del gene KSR2.


Per la restante parte del campione, il metabolismo lento non è risultato essere la causa ma la conseguenza del sovrappeso: l’altissimo apporto calorico ingerito, la tipologia di alimenti consumati nonché la scarsa attività fisica, sono da deputare infatti come i fattori scatenanti dell’aumento di peso, a cui si potrebbe quindi porre rimedio adottando semplicemente uno stile di vita più sano e attivo. 

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FonteCell

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