Sanihelp.it – «Ridurre la disabilità e migliorare la qualità di vita, è questo su cui dobbiamo puntare» afferma il professor Gennaro Bussone, Fondatore Centro Cefalee e Presidente Onorario dell’Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee, durante la conferenza «Gli Italiani e il mal di testa» tenutasi ieri presso il Palazzetto dei Nobili a L’Aquila.
Infatti, nonostante ben il 90% degli italiani abbia a che fare con il mal di testa almeno una volta nella vita, ad oggi mancano una conoscenza e un trattamento adeguati nei confronti di questo disturbo.
In particolare, come rileva l’indagine effettuata su 509 intervistati da Doxa Marketing Advice, azienda impegnata nelle ricerche di mercato, in collaborazione con Dompé, una delle principali realtà biofarmaceutiche italiane, ben il 73% degli italiani soffre di mal di testa almeno una volta al mese mentre il 27% addirittura una volta a settimana.
Gli episodi risultano spesso così invasivi da incidere pesantemente sulla quotidianità per una persona su quattro, comportando una serie di rinunce che riguardano per il 45% degli intervistati la vita di relazione, per il 30% quella sessuale e per il 24% l’attività lavorativa.
Tra le principali cause degli attacchi, oltre a una scarsa qualità del sonno, si collocano ansia e preoccupazioni derivate non solo dall’attività professionale ma anche dalla mancanza di lavoro, un aspetto che «mette in evidenza – sottolinea Massimo Sumberesi, Direttore Generale di Doxa – come, dietro le cause indicate dagli intervistati, ci sia l’attuale situazione economica».
Da un intervistato su tre, è emersa inoltre una nuova causa di insorgenza del mal di testa, ovvero l’eccessivo utilizzo dei social network: la necessità di un continuo contatto con amici e colleghi infatti, costringe a rimanere costantemente connessi in rete e a mettere a dura prova la vista e l’attività cerebrale.
Importante rimane intervenire subito sul mal di testa, senza aspettare che il dolore si acuisca ulteriormente: tra i rimedi farmacologici a disposizione, nell’ultimo periodo risulta essere particolarmente apprezzato il ketoprofene, analgesico raccomandato dalle Linee Guida Europee per il trattamento, in particolare, della cefalea muscolo- tensiva, ovvero il tipo di mal di testa più ricorrente che si presenta come un dolore diffuso d’intensità media o moderata. Dati clinici hanno evidenziato la rapidità d’azione di questa formulazione orosolubile, il ketoprofene sale di lisina, che garantisce un rapido assorbimento da parte dell’organismo nonché effetti collaterali quasi inesistenti.
E se l’assunzione di analgesici è assolutamente consigliabile per gli attacchi saltuari, in caso di attacchi ricorrenti di mal di testa è fondamentale rivolgersi al medico per una corretta diagnosi e per non incappare in una dipendenza rischiosa per la salute: «il 30% dei pazienti emicranici che arrivano presso il nostro Centro – testimonia il dottor Bussone – necessita di essere ricoverato per essere disintossicato dai farmaci».
La necessità di un consulto medico è avvalorata dai dati dell’analisi, che testimonia come quattro italiani su dieci non sappiano identificare il proprio mal di testa (tra emicrania, cefalea tensiva e via dicendo): in questo caso, «l’empatia medico-paziente è fondamentale – esplicita il dottor Bussone – Quando un paziente va dal medico per parlare del mal di testa, molto spesso, alla prima visita, non vuole un farmaco: vuole capire perché ha mal di testa, vuole capire se c’è qualcosa che il medico possa fare per aiutarlo, quindi non è necessario dare un farmaco: è necessario spiegare».
Insomma un evento, questo, che ha rilevato l’effettiva necessità di un’informazione quantitativamente e qualitativamente migliore, per l’acquisizione di una consapevolezza adeguata a curare un disturbo decisamente pandemico.