Sanihelp.it – Il nostro paese, nonostante un'eredità culturale senza pari nel mondo, è da sempre afflitto da svariati problemi che ne precludono un ruolo di primo piano nella vita politica ed economica del mondo internazionale. Certe questioni hanno radici antiche, che affondano le proprie basi ben prima dell'unità d'Italia datata 1861: per altre, invece, si tratta di semplice malcostume, una sorta di elogio del furbetto che grazie a mille imbrogli e cavilli riesce a farla franca nei confronti dello Stato.
Un esempio di questa situazione di corruzione è il livello di evasione fiscale che ha raggiunto lo Stivale: secondo i rilevamenti statistici Istat e dell'Agenzia delle Entrate, questa frode ammonta a circa 120 miliardi di euro l'anno, pari al 18% dell'intero Prodotto Interno Lordo del paese. Per capire quanto siano mastodontici questi dati, è sufficiente fare una media grossolana: in pratica, si tratta di ben 2000 euro di evasione per ciascun abitante, siano essi uomini, donne, anziani o bambini. Sempre secondo i dati Istat è stato calcolato che, se l'Italia utopicamente riuscisse a tamponare una tale emorragia, potrebbe estinguere il suo debito pubblico nel giro di meno di due decenni.
Non è questa la sede adatta ad addentrarsi sulle principali cause che spingono i nostri concittadini a frodare il fisco: ad esempio, quale sia il rapporto corretto di causa-effetto nel discorso del «pagare tutti», «pagare meno». Basti però dire che la Guardia di Finanza ha da tempo preso misure di modo da intensificare gli sforzi per mantenere sotto controllo l'evasione. Uno dei più comuni accertamenti, quello che forse ha maggiore impatto nella vita dell'uomo medio, è la semplice ispezione dell'effettivo rilascio di scontrino fiscale da parte degli esercizi commerciali ai consumatori che vanno a comprare qualsiasi prodotto. Ma proprio questo semplice accorgimento, che può in qualche misura migliorare il benessere generale della nostra nazione, può paradossalmente ripercuotersi sulla salute dei cittadini.
Il Journal of the American Medical Association, o JAMA, ha pubblicato infatti lo studio di un gruppo di ricercatori statunitensi, del Cincinnati Children's Hospital, che ha scoperto come la carta termica utilizzata per fax e ricevute contenga al suo interno elevati livelli di bisfenolo A, o BPA, composto chimico impiegato nella realizzazione di plastica e lattine, oggetto di studio per la presunta alta tossicità a carico dell'organismo: in particolare questa sostanza, presente in special modo nei cibi in scatola e nelle bevande confezionate in contenitori di plastica, avrebbe effetti deleteri sull'apparato riproduttivo ed il sistema nervoso. Alcune delle patologie su cui il BPA, secondo studi sperimentali, avrebbe un forte impatto sono sterilità nell'uomo, aritmia nella donna ed inibizione dello sviluppo neuronale nei feti, oltre all'aumento del rischio di sviluppare cellule cancerogene alla prostata e alla mammella.
La scoperta è avvenuta tramite uno studio che ha coinvolto ventiquattro studenti universitari, invitati a sfogliare scontrini fiscali per due ore consecutive: la prova avveniva prima a mani nude, dopo una settimana con i guanti. Tramite prelievi di campioni di urina è stata riscontrata una concentrazione notevolmente maggiore della sostanza tossica BPA in seguito alla manipolazione continua di ricevute senza guanti per proteggere la cute. Questa scoperta darà luogo a successive sperimentazioni e verifiche, oltre ad un facile allarmismo da parte di persone avvezze a comportamenti truffaldini: ma una certa dose d'apprensione è fisiologica. Se questi sono i risultati dopo soli centoventi minuti di esposizione alla carta termica, è lecito domandarsi con un certo timore cosa possa accadere a persone proprietarie di esercizi commerciali, che per lavoro si vedono costrette a staccar ricevute per quaranta ore la settimana.