Sanihelp.it – In età scolare, i bambini si differenziano per la facilità (o al contrario, per la difficoltà) con cui imparano ciò che viene insegnato loro a scuola: un’abilità spiccata nella lettura piuttosto che in matematica, è spesso associata alla capacità del sistema educativo di tramettere agli alunni determinate conoscenze, soprattutto perché si pensa al bambino come a un essere umano nel pieno sviluppo e quindi non ancora orientato verso tendenze significativamente espresse.
Da questo punto di vista però, è sorprendente come la ricerca genetica, nel mettere a confronto coppie di gemelli omozigoti, indichi che le differenze individuali nel rendimento scolastico siano sostanzialmente dovute a differenze genetiche ereditarie e solo in misura minore alle differenze dei diversi sistemi educativi.
Uno tra gli ultimi studi condotti da un gruppo di ricercatori britannici del King’s College London, aveva già dimostrato tramite l’analisi di 7.500 coppie di gemelli valutati all'età di 7, 9 e 12 anni, come le differenze individuali nell’alfabetizzazione fossero sostanzialmente ereditarie, rilevando in particolare che la dimestichezza con la lettura ed i numeri fosse per il 68% (cioè per i due terzi delle differenze di rendimento scolastico tra i bambini) determinata geneticamente.
Lo stesso gruppo di ricercatori ha quindi deciso di proseguire gli studi in questa direzione, ampliando la base di indagine fino agli adolescenti di 16 anni d’età, cioè il momento che coincide, in Gran Bretagna, con la fine dell’istruzione obbligatoria.
La ricerca è stata condotta su 10.948 coppie di gemelli, misurate specificatamente attraverso i risultati ottenuti nel General Certificate of Secondary Education (GCSE), ovvero l’esame nazionale che sancisce la chiusura del periodo di istruzione obbligatoria.
I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista scientifica digitale Plos One, indicano che le differenze individuali nel rendimento scolastico sono altrettanto evidenti anche alla fine della scuola dell'obbligo, così come lo erano state negli anni scolastici precedenti.
L’ereditarietà è risultata notevole non solo per le materie fondamentali come lingua (52%), matematica (55%) e scienze (58%), ma anche per le altre discipline umanistiche (42%): i risultati sono sorprendenti soprattutto perché gli studiosi si erano aspettati che l'effetto sarebbe diminuito nel corso degli anni scolastici, dal momento che l'educazione va oltre l'insegnamento delle competenze di base, quali l'alfabetizzazione. Ad esempio, se imparare a leggere (una competenza di base) può essere fortemente legato ad una predisposizione genetica, non risultava altrettanto scontato che il leggere per studiare rimanesse ancora così fortemente legato alla matrice ereditaria.
E se l’ereditarietà dei caratteri influenza il rendimento scolastico dei sedicenni per il 53%, secondo lo studio i condizionamenti ambientali hanno invece un peso del 30%, una percentuale che peraltro risulta più elevata nelle femmine rispetto che nei maschi. Ovviamente ciò non mette in dubbio l’importanza della scuola, che ricopre un ruolo fondamentale nell’insegnamento delle competenze basilari come la lettura, la scrittura, l’aritmetica e le conoscenze culturali di base, dal momento che la ricerca si riferisce ad un solo specifico tipo di influenza ambientale, ovvero quello che permette di misurare le differenze di rendimento tra i bambini che frequentano la stessa scuola. Non frequentare la scuola infatti, avrebbe effetti disastrosi sull'educazione di un bambino.
Lo studio si conclude con un’ultima considerazione: dal momento che i membri delle coppie di gemelli omozigoti sono identici in termini di DNA ereditato e che le influenze ambientali (famiglia, scuola, ambienti frequentati) sono praticamente le stesse, le differenze tra di loro possono essere causate esclusivamente da fattori ambientali non condivisi. L’interesse dei ricercatori quindi si sofferma proprio qui, su quei fattori ambientali non condivisi che potrebbero determinare il successo scolastico di un bambino indipendentemente dal suo corredo genetico, auspicando in una futura indagine che faccia luce sulla questione e permetta di rilevare quegli elementi necessari a costruire un ambiente di formazione più adeguato e stimolante.