Sanihelp.it – La bellezza è tra i concetti più soggettivi che esistano, che non cambia semplicemente e solamente da individuo ad individuo, ma anche da cultura a cultura. Ultimamente una giornalista freelance ha inviato la sua foto a vari esperti di Photoshop sparsi in diversi paesi del mondo, chiedendo di migliorare la propria immagine secondo i loro canoni di fascino, ottenendo in tutta risposta delle istantanee completamente diverse tra loro. È solo uno degli esempi che si possono citare, secondo cui non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace.
Ciò nonostante, come se non bastasse la moda e la cultura occidentale ad imporre canoni di avvenenza praticamente oggettivi, ci si è messa anche l'Università di Cincinnati a sancire la dittatura della bellezza. Secondo lo studio dei ricercatori americani, pubblicato sulla rivista specializzata Evolution and Human Behaviour, chi è più affascinante è solitamente anche più sano degli individui i cui tratti sono più, diciamo così, discutibili. Tale risultato è stato ricavato dalla sperimentazione condotta su di un campione di circa 15000 uomini e donne di età compresa tra i 24 ed i 35 anni, i cui segni vitali sono stati monitorati sin da quando ne avevano 10: sono stati poi classificati in base a cinque categorie, che andavano da molto a molto poco attraenti, intervistati faccia a faccia o attraverso questionari, e sottoposti ad analisi approfondite sul loro stato di salute.
L'esito è stato inequivocabile: gli uomini, ad esempio, appartenenti alle categorie più affascinanti avevano il 13% in meno di possibilità di presentare colesterolo alto, dato che si alzava sino al 15% in meno per quel che riguarda la depressione ed il 20% in meno per quanto concerne l'ipertensione. Dati analoghi per le donne attraenti, che presentavano il 21% in meno di possibilità di avere pressione arteriosa alta, 22% per quel che riguarda il diabete, 12% in meno di asma bronchiale e 17% in meno di depressione. Come se non bastasse, è risultato che gli individui più affascinanti richiedevano minori giorni di malattia al lavoro.
Probabilmente, al di là della curiosità dell'esito, lo studio non ha propriamente basi scientifiche, per lo meno per ciò che interessa la metodologia con cui sono stati categorizzati i partecipanti al test: insomma, sarebbe per lo meno curioso conoscere le persone che si sono arrogati il diritto di giudicare la bellezza altrui. Il risultato, comunque, indicherebbe che l'equivalenza bellezza esteriore uguale geni sani sia supportata da evidenze scientifiche: anche se non tiene conto di fattori ambientali e sociali estremamente importanti. Le persone che si giudicano, e sono giudicate, non attraenti è normale possano sviluppare forme di depressione ed asma bronchiale per ragioni somatiche: esattamente come è probabile che sviluppino il diabete se la frustrazione li induce a sfogarsi sul cibo, senza andare a scomodare questioni genetiche. Insomma, bisognerebbe probabilmente indagare meglio il rapporto causa ed effetto tra bellezza e salute. Ciò nonostante rimane l'assoluta e ferma importanza dell'essere in pace con sé stessi: poiché non sono pochi gli esempi di persone bellissime che non si ritengono in realtà all'altezza e si buttano via.