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Infezioni sessuali: clamidia e gonorrea in crescita nella UE

Sanihelp.it – Quando si parla di infezioni trasmesse sessualmente subito la mente corre all'AIDS, probabilmente la più grave e più temuta di questa tipologia di malattie. Tuttavia, l'utilizzo del preservativo risulta fondamentale anche per evitare altre patologie: forse meno conosciute, sicuramente meno angoscianti, ma comunque fastidiose e pericolose se non curate. Lo European Center for Disease Prevention and Control ha pubblicato recentemente il rapporto riguardante le malattie a trasmissione sessuale all'interno dell'Unione Europea: il risultato ha evidenziato come siano la clamidia la patologia dall'incidenza maggiore, con 384.105 casi.


Ovviamente si tratta di una statistica approssimata per difetto: l'ECDC ha basato il suo studio sulle effettive diagnosi, ma molte infezioni, circa il 75% nelle donne, rimangono asintomatiche e, dunque, non vengono curate. Ricordiamo come la clamidia sia causata da un batterio gram-negativo, il Chlamydia Trachomatis: si stima che, a livello mondiale, esistano 50 milioni di persone infette. Sebbene solitamente causi fastidi di natura minore, come prurito ai genitali, perdite vaginali anomale e sensazione di fastidio, in alcuni casi se sottostimata può provocare seri danni all'apparato riproduttivo: una possibile complicazione nelle donne è denominata malattia infiammatoria pelvica, e può determinare danni cronici alle tube che, a loro volta, possono presentare come conseguenze gravidanze extra-uterine e sterilità permanente; le ripercussioni del contagio, in caso di parto, possono comprendere infezioni e danni a polmoni, occhi e orecchie del bambino; mentre, per quel che concerne gli uomini, l'imprevisto più pericoloso è il linfogranuloma venereo.

La clamidia è risultata particolarmente comune tra le donne di età compresa tra i 20 e i 24 anni. Al secondo posto delle malattie sessualmente trasmissibili più riscontrate in Europa è risultata la gonorrea, con 50.341 casi conclamati: si tratta di un aumento esponenziale rispetto alle ultime rilevazioni, pari a circa il 58% in più, la cui spiegazione molto probabilmente risiede nel problema della resistenza agli antibiotici di terza generazione, che rappresentano il trattamento per tenere la patologia sotto controllo. Per ciò che concerne AIDS e HIV, i numeri si attestano sui 29.306 casi: ma probabilmente anche in questo caso si tratta di una stima approssimata per difetto, visto il ritardo nel riportare la diagnosi di tale patologia in alcuni paesi. In calo invece la sifilide: particolarmente bassa l'incidenza in Italia, dove si registrano 2 casi ogni 100 mila.   

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