Sanihelp.it – La vaginite da Candida è un’infezione vaginale molto fastidiosa, che si manifesta con bruciore, rossore, prurito, gonfiore dei genitali esterni e comparsa di secrezioni bianche caratteristiche, simili a ricotta. Le cause possono essere diverse, anche se nella maggior parte dei casi è correlata all'uso protratto di antibiotici e ad un calo delle difese immunitarie.
Fino alla scomparsa dei sintomi e al completamento della cura è buona norma evitare di avere rapporti sessuali che aumentano il pH vaginale (o utilizzare il preservativo), per evitare di trasmettere l'infezione al proprio partner. Il contagio, generalmente, si manifesta con maggiore frequenza soprattutto da donna a uomo e non viceversa poiché nel liquido prostatico dell'uomo infetto è presente solo una piccola carica, insufficiente a causare l'insorgere della Candida vaginale.
Secondo gli esperti non è necessario trattare anche il partner, tuttavia è bene intervenire in caso di comparsa di infiammazioni ai genitali maschili come ad esempio la balanite, che colpisce la parte terminale del pene (glande), la quale risulta particolarmente arrossata, dolente, pruriginosa e gonfia. L’infezione si può estendere anche al prepuzio.
In presenza di tali sintomi, è opportuno utilizzare creme attive contro la Candida (es. farmaci azolici antimicotici) da applicare localmente per circa 10 giorni. In alcuni casi, la terapia topica deve essere accompagnata da una terapia sistemica. Il medico, infatti, può suggerire l’uso di medicinali per bocca ad azione antimicotica (es. farmaci a base di itraconazolo), da assumere per 7-14 giorni.