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Le nuove etichette dei cibi

Cosa dobbiamo sapere

Sanihelp.it – Ilfattoalimentare.it pubblica L’etichetta, un e-book di 50 pagine che illustra tutte le novità del regolamento sui prodotti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE il 22 novembre 2011.


Ecco le novità principali del regolamento:

– Gli alimenti confezionati devono avere una tabella nutrizionale con sette elementi (valore energetico, grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, proteine, zuccheri e sale) riferiti a 100 g o 100 ml di prodotto, che potrà essere affiancata da dati riferiti a una porzione. Si possono utilizzare altri schemi come i semafori attualmente in auge nel Regno Unito, solo se di facile comprensione.

– Le diciture devono avere un carattere tipografico di 1,2 mm (0,9 mm per le confezioni più piccole).

– È obbligatorio indicare il Paese d’origine o il luogo di provenienza per la carne suina, ovina, caprina e il pollame (l’obbligo scatta entro due anni). La Commissione europea valuterà entro cinque anni se estendere l’origine: al latte e prodotti non trasformati o mono-ingrediente e ad alcuni ingredienti come la carne nella preparazione di altri cibi o il latte nei prodotti lattiero-caseari quando rappresentano più del 50% dell’alimento. Non ha quindi nessun valore legale la norma votata pochi mesi fa dal Parlamento italiano che prevede l’obbligo di indicare l’origine su tutti i prodotti.

L’acqua: quando la presenza nel prodotto finito dell’acqua aggiunta è superiore al 5% è obbligatorio indicarlo in etichetta.

– Quando un alimento congelato o surgelato viene venduto scongelato deve riportare sull’etichetta la parola scongelato.


– La carne, le preparazioni a base di carne e i prodotti della pesca venduti come filetti, fette, o porzioni che sono stati arricchiti con una quantità di acqua superiore al 5% devono indicarne la presenza sull’etichetta. Quando invece i filetti, le fette o le porzioni sono composti da diversi pezzetti uniti con additivi o enzimi, bisogna specificare che il prodotto è ottenuto dalla combinazione di più pezzi (per esempio: carne separata meccanicamente).

– I salumi insaccati devono indicare quando l’involucro non è commestibile.

– Gli allergeni vanno evidenziati nella lista degli ingredienti con accorgimenti grafici (grassetto o colore).

– La scritta oli e grassi vegetali va abbinata all’indicazione dell’olio o del grasso utilizzato (esempio: soia, palma, arachide). Nelle miscele è ammessa la dicitura in proporzione variabile.

Caffeina: le bevande diverse da tè, caffè e dai drink a base di tè e caffè con un tenore maggiore di 150 mg/l devono riportare sull'etichetta oltre alla scritta tenore elevato di caffeina (introdotta nel 2003), l’avvertenza: Non raccomandato per bambini e donne in gravidanza o nel periodo di allattamento.

– La data di scadenza va indicata anche sulle confezioni preconfezionate poste all'interno del prodotto.

– La carne, le preparazioni a base di carne e i prodotti ittici surgelati o congelati non lavorati, devono indicare il giorno, il mese e l’anno della surgelazione o del congelamento.

Acidi grassi trans: entro tre anni dall’entrata in vigore del regolamento la Commissione redige un rapporto per valutare se riportare l’indicazione relativa agli acidi grassi trans nella tabella nutrizionale. Sino a quel momento è vietato riportare questa indicazione anche in modo volontario.

– Le diciture obbligatorie, le indicazioni nutrizionali e quelle relative all’origine devono essere nello stesso campo visivo della denominazione di vendita.

– Quando la superficie della confezione è inferiore a 10 cm2, è sufficiente riportare le notizie essenziali: denominazione di vendita, allergeni eventualmente presenti, peso netto, termine minimo di conservazione (da consumarsi preferibilmente entro) o data di scadenza (da consumarsi entro).

l regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione e le nuove regole dovranno essere applicate entro tre anni (cinque per le informazioni nutrizionali). Il libro L’etichetta di Dario Dongo è scaricabile gratis dal sito www.ilfattoalimentare.it.

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