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No alle diete dei vip

Si chiama tirannia dell'immagine corporea

Sanihelp.it – Ha fatto scalpore la notizia che in Francia Pierre Dukan, inventore dell’omonima dieta che vanta fra i fans molti vip, è stato radiato dall’Ordine dei Medici. Della dieta Dukan si era già occupata lo scorso novembre la British Dietetic Association, che l’aveva inclusa nella lista delle 5 peggiori diete delle celebrità.


Ma questa è solo una delle tante diete di moda alle quali molti si affidano, spesso influenzati dalle celebrità che ne decantano le virtù, anche per sottostare a quella che è stata definita la tirannia dell’immagine corporea, che spinge a dimagrire anche chi non ne ha bisogno. Lo conferma un'indagine condotta in Francia su più di 2600 adulti, secondo la quale circa il 50% delle donne normopeso ha dichiarato di seguire, o aver seguito nell’anno precedente l’indagine, una dieta dimagrante.

Anche sulla base di questi dati, il Ministro della salute francese ha dato l’incarico all’Anses di valutare i possibili rischi associati con le diete dimagranti seguite per motivi estetici, senza la guida di uno specialista o una supervisione medica.

Gli esperti francesi non si sono però limitati ad analizzare e a valutare l’impatto sugli apporti nutrizionali delle diete più popolari (15, comprese la Dukan, la Atkins e la Zona) ma, partendo dall’analisi della letteratura esistente, hanno anche cercato di identificare gli effetti biologici di possibili squilibri nutrizionali e le potenziali conseguenze su vari aspetti della salute delle diete dimagranti.

Secondo la British Dietetic Association, accanto alla Dukan condivide il non invidiabile primato anche la Baby food diet, di cui pare siano fans molte star di Hollywood e che ha il suo punto di forza sugli omogeneizzati. Completano la lista: la raw food diet (dieta dei cibi crudi), la drunk-orexia, ovvero mangiar poco per poter bere (assurda e pericolosa!) e la dieta del gruppo sanguigno, famosa anche in Italia.

Innanzitutto è importante sottolineare che chi segue una dieta fai da te difficilmente si limita a provarne una sola, ma piuttosto tenta con una e poi un’altra e un’altra ancora, e la molteplicità dei tentativi aumenta i potenziali rischi. Uno di questi riguarda la perdita, accanto al grasso, della massa corporea magra, compresa quella muscolare.

In pratica, dopo la dieta, per mantenere stabile il peso sono necessarie meno calorie di quante ne servissero prima. Questo rende più facile recuperare i chili persi, cosa che avviene prevalentemente a carico delle riserve di grasso.


Uno dei rischi delle diete dimagranti sui quali si soffermano gli esperti dell’Anses riguarda l’integrità ossea, a maggior ragione quando i tentativi sono ripetuti. È stato stimato che con un dimagrimento pari al 10% del peso corporeo si assiste in media a una riduzione di densità minerale ossea dell’1-2%.

Le diete dimagranti possono avere conseguenze negative anche sotto l’aspetto psicologico: per esempio, ripetuti insuccessi possono portare a depressione e bassa autostima. Inoltre, le restrizioni alimentari autoimposte portano facilmente a momenti in cui il controllo non è più così rigoroso e si finisce per mangiare male e di più di quanto si sarebbe fatto.

Cercare di perdere peso senza che vi siano reali indicazioni mediche comporta dei rischi, specialmente quando i regimi sono sbilanciati e monotoni. Come comportarsi, quindi, di fronte alle tante diete? Lo suggeriscono gli esperti dell’Anses, secondo cui cercare di perdere peso attraverso la dieta trova una giustificazione clinica solo in caso di sovrappeso o obesità.

Se esistono queste condizioni, il dimagrimento deve essere supervisionato da specialisti, in grado di raccomandare la dieta che meglio si adatta alle specifiche esigenze individuali.

In sintesi gli specialisti francesi ricordano che:
– mettersi a  dieta non è una cosa che può essere fatta alla leggera
– il fai da te può essere molto pericoloso
– l’obesità è una malattia multifattoriale il cui trattamento richiede un approccio multidisciplinare
– in termini di salute, non vi è nulla che possa sostituire una dieta varia e bilanciata
– per ridurre il rischio di aumento di peso, le modifiche alimentari devono essere accompagnate da attività fisica regolare
– non è mai una buona idea eliminare gruppi di alimenti, a meno che non vi siano serie motivazioni mediche, nel qual caso ci si deve avvalere dell’aiuto di un esperto in nutrizione per apportare le opportune sostituzioni.

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