Sanihelp.it – Uno studio pubblicato sulla rivista Social Cognitive and Affective Neuroscience è riuscito a dimostrare i meccanismi cerebrali che si attivano quando viene praticata con regolarità la meditazione consapevole o mindfulness spiegando così i meccanismi che portano a sentire effettivamente di meno l’ansia.
La mindfulness è una tecnica di meditazione che spinge chi la pratica a concentrarsi solo sul momento presente e a guardare alla propria vita e ai suoi accadimenti per quello che sono senza stare a giudicare: questa tecnica determina una diminuzione dell’ansia anche nelle persone che non soffrono di tale disturbo perché crea una particolare attivazione della corteccia cingolata anteriore e della corteccia prefrontale ventromediale, aree normalmente preposte a prendere le decisioni più importanti (e che quindi possono creare non poca ansia), ma l’attivazione di queste due zone durante la meditazione riesce a colmare l’ansia anche nei soggetti coinvolti nello studio, nessuno con problemi di ansia.
Le tecniche di neuroimaging utilizzate nello studio hanno permesso di concludere che l’attivazione con la meditazione di queste aree può portare ad una corretta gestione dell’ansia anche in soffre di problemi legati a questa sensazione spesso causa di numerosi problemi sociali e di salute.