Sanihelp.it – È una delle più controverse questioni in medicina: come mai il cambiamento delle condizioni atmosferiche tende ad aumentare la percezione di dolore in parti sofferenti del fisico?
«È inspiegabile – afferma Esther Polatsek, sessantaseienne di Leora, America del Nord, afflitta da artrite reumatoide – Capita che il tempo fuori sia bellissimo ma che io soffra di dolori terribili. E infatti, la mattina dopo piove. Possono essere anche solo poche gocce, ma è come se il mio corpo impazzisse».
Diversi gli studi che hanno cercato di spiegare questo strano fenomeno, ma tra tutte, una sola sembra non limitarsi al caso soggettivo e risultare abbastanza attendibile: questa teoria sostiene che l’alterazione della pressione interna alle articolazioni (ovvero quelle connessioni tra le ossa tenute insieme da tendini e legamenti, e circondati da sacche di liquido e gas) sia causata dall’abbassamento della pressione barometrica precedente ad una tempesta.
«Pensate a un palloncino – suggerisce Robert Jamison, professore di anestesia e psichiatria alla Harvard Medical School – Mentre la pressione esterna scende, il palloncino si espande, preme contro i nervi circostanti e gli altri tessuti. Questo probabilmente è la causa del dolore, soprattutto in situazioni in cui i nervi siano irritati».
Allo stesso modo, l'aumento di umidità potrebbe indurre le giunzioni a gonfiarsi e irrigidirsi, causando fastidi a tendini, legamenti, muscoli e ossa, che dispongono ognuno di una propria densità.
In particolare, i cambiamenti di temperatura, di umidità e di pressione barometrica sono stati collegati con disturbi specifici quali il peggioramento dei dolori derivati da:
– artrite reumatoide, una malattia cronica che colpisce la membrana sinoviale delle articolazioni, ovvero lo strato di rivestimento interno alla capsula articolare; nell’artrite reumatoide gli anticorpi, per ragioni non ancora ben note, non riconoscono la membrana sinoviale che riveste le articolazioni e reagiscono attaccandola e provocandone l'infiammazione, innescando un meccanismo di auto-distruzione dei tessuti articolari e non.
– mal di testa, mal di denti e nevralgie del trigemino, una sindrome cronica che colpisce uno dei nervi più grandi della testa provocando attacchi dolorosi improvvisi e lancinanti solitamente avvertiti su un lato della mascella o della faccia;
– dolori connessi a tessuti cicatriziali o a parti del corpo in passato traumatizzate;
– fibromialgia, un disturbo che colpisce i muscoli causando un aumento di tensione muscolare;
– gotta, una malattia del metabolismo caratterizzata da attacchi ricorrenti di artrite infiammatoria acuta con dolore, arrossamento e gonfiore delle articolazioni.
Quello che rimane ancora poco chiaro è il motivo per cui, mentre alcune persone sembrano essere estremamente sensibili al clima, altre in condizioni simili non lo sono affatto: un limite che numerosi studi non sono ancora riusciti a superare.
Neanche le caratteristiche di un particolare clima sembrano contenere la risposta alla questione: «non c'è nessun posto negli Stati Uniti dove le persone lamentino con maggiore o minore incidenza il dolore legato alle condizioni atmosferiche» afferma il dottor Jamison sulla base delle interviste operate a 557 malati di artrite in quattro città degli USA climaticamente molto diverse tra loro.
Se rimane quindi impossibile modificare le previsioni, è invece assolutamente possibile ridurne l'impatto sui fisici particolarmente sensibili: proteggersi adeguatamente dal freddo, applicare calore alle articolazioni doloranti, utilizzare un deumidificatore e restare in forma e attivi (mantenendo così i muscoli forti intorno alle articolazioni danneggiate), sono semplici accorgimenti che possono aiutare a prevenire i dolori legati al cambio del tempo, in attesa di risposte più concrete.