Sanihelp.it – Spesso il male di vivere ho incontrato, diceva un famoso verso del grande poeta Eugenio Montale, in un componimento di novant'anni fa. Come spesso succede, gli artisti precorrono i tempi: e dopo quasi un secolo, quei versi assumono un'attualità che, all'epoca, forse le persone comuni non avvertivano. La depressione è il grande male di vivere che attanaglia l'uomo moderno: in uno studio recente condotto negli Stati Uniti era risultato che il 20% della popolazione americana soffriva di una qualche forma di questo malessere oscuro. Si calcola che più di 120 milioni di persone nel mondo sia afflitto, o sia stato afflitto, da questo disturbo: di questi, 850 mila individui hanno deciso di togliersi la vita. Dati davvero sconcertanti, che restituiscono l'idea dell'enorme impatto della depressione sull'uomo moderno.
Tanti sono i trattamenti studiati per far fronte a questa vera e propria epidemia: dalla cura farmacologica, con l'utilizzo di medicinali quali prozac e zoloft, alla piscoterapia, passando per la fitoterapia e l'assunzione di alimenti che possono soprattutto prevenire che questo disturbo insorga. Tra questi ultimi da citare la caffeina, in grado di interagire con il sistema endocrino e coadiuvare il rilascio di adrenalina e noradrenalina, ormoni che influenzano i neurotrasmettitori coinvolti nella depressione; le vitamine, come la C, la D e quelle del gruppo B; cibi ricchi di amminoacidi come glutammina, arginina e ornitina, che combattono lo stress; minerali essenziali quali magnesio e potassio per prevenire lo squilibrio elettrolitico; fino ad arrivare a prodotti di erboristeria quali iperico, ginseng e ginkgo biloba.
La rivista specializzata American Journal of Epidemiology ha pubblicato recentemente uno studio condotto dai ricercatori del Menzies Research Institute in Tasmania, che ha rivelato come un'altra sostanza in grado di prevenire l'insorgere del male di vivere siano gli omega 3. Questo sarebbe il risultato dell'esperimento condotto su 1400 volontari, di età compresa tra i 26 e i 36 anni: seguendo le loro abitudini per un periodo di 5 anni, tenendo conto di vari fattori come quello lavorativo, l'attività fisica, il consumo di alcol e fumo, è risultato che assumere pesce ricco di omega 3 almeno due volte a settimana ridurrebbe del 25% il rischio di sviluppare depressione. Un dato entusiasmante, che però risulta rivolto soprattutto alle donne, mentre gli uomini non hanno mostrato alcun giovamento in questo senso: la spiegazione sembrerebbe la capacità degli omega 3 di combinarsi con gli ormoni sessuali femminili, come estrogeni e progesterone.
Non è la prima volta che gli omega 3 salgono agli onori delle cronache per i loro benefici sull'organismo: questa categoria di acidi grassi essenziali sono rinomati per le loro capacità antiossidanti, che contrastano gli effetti deleteri dei radicali liberi inducendo una minor incidenza di patologie quali infarto del miocardio e ictus. Essi si trovano principalmente nel pesce, come il salmone e il merluzzo, e nell'olio da essi estratto; ma si trovano anche grandi quantità di omega 3 nell'olio di krill, nell'olio di kiwi e nell'olio di lino.