Sanihelp.it – Un interessante studio recentemente pubblicato sulla rivista PeerJ ha evidenziato come i batteri rinvenibili sullo smartphone riflettono i batteri presenti sulla cute del proprietario.
Questa scoperta potrebbe essere un modo, in futuro, per scoprire in maniera non invasiva le popolazioni batteriche di un individuo e capirne le possibili malattie analizzandone gli effetti personali, come appunto lo smartphone.
Ulteriori studi potranno essere utilizzati per arrivare, un giorno, a schermare gli smartphone degli operatori sanitari, per esempio, per evitare che portino fuori dai reparti virus e batteri.
Partendo dai risultati dello studio in questione, inoltre, si potrebbero utilizzare gli smartphone per capire se un soggetto è stato esposto ad una certa contaminazione ambientale.
Questo studio, infine, ha rivelato che l’80% dei batteri presenti sulle dita di una persona si ritrovano anche sul suo smartphone: questo rapporto è più evidente nelle donne che negli uomini.