Sanihelp.it – Alcuni studi scientifici hanno evidenziato come potrebbe esserci un legame fra lo sviluppo dell’Alzheimer e l’herpes virus: ora due grandi studi condotti presso la Umeå University sembrano confermarlo definitivamente.
La maggior parte della popolazione è portatrice del herpes virus, che una volta contratto per la prima volta resta latente nel corpo umano per poi riattivarsi quando le difese immunitarie sono più deboli e manifestarsi con la classica ulcerazione della bocca: secondo le ultime teorie nelle persone anziane debilitate l’herpes virus dilaga nel cervello e innesca i danni che determinano successivamente l’Alzheimer.
Nel primo studio a supporto di questa tesi, sono state arruolate quasi 3500 persone seguite per circa 11 anni: la riattivazione dell’herpes virus in queste persone ha quasi raddoppiatola probabilità di poter sviluppare l’Alzheimer.
Nel secondo studio 360 malati di Alzheimer sono stati confrontati con pazienti senza la patologia per circa 9 anni: i non portatori di herpes virus hanno mostrato la metà delle possibilità di sviluppare i segni dell’Alzheimer rispetto ai portatori.
L’herpes è una malattia che si può curare con gli antivirali per cui tenere sotto controllo la riattivazione del virus nel corso degli anni potrebbe essere un modo per ridurre l’incidenza di Alzheimer.