Sanihelp.it – Negli ultimi anni, le proprietà benefiche del tè verde sono state talmente pubblicizzate che non è infrequente trovare anche integratori a base di questa bevanda. La sua azione officinale sarebbe da attribuire all'alto contenuto di antiossidanti al suo interno, che combattono gli effetti deleteri dei radicali liberi, responsabili all'interno del nostro organismo di invecchiamento precoce, patologie neurodegenerative e anche tumori. Inoltre, le sostanze denominate catechine hanno un effetto protettivo nei confronti del cuore, andando ad abbassare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue, con conseguente diminuzione del rischio di incorrere in patologie quali infarto del miocardio ed ictus.
Tuttavia, in questi giorni ha fatto scalpore la notizia giunta dall'Inghilterra secondo cui una sedicenne, che aveva l'abitudine di bere tre tazze di tè verde al dì, è stata ricoverata presso il pronto soccorso dell'ospedale cittadino di Birmingham a causa di una severa infiammazione del fegato. Inizialmente, i sintomi che la ragazza avvertiva prevedevano vertigini, nausea e un forte dolore alle giunture e allo stomaco: il medico di base ha subito pensato potesse trattarsi di un'infezione dell'apparato urinario, per la quale le ha prescritto una cura a base di antibiotici. Ciò nonostante, il malessere non accenuava ad attenuarsi, anzi diventava sempre più forte: cosa che ha convinto l'adolescente a dirigersi presso il pronto soccorso.
Come descritto dai dottori del policlinico alla rivista specializzata BMJ Case Reports, la sedicenne inglese è stata ammessa già in stato di itterizia, cosa che ha convinto i medici che le condizioni della paziente fossero talmente gravi da aver addirittura sviluppato un'epatite. Tuttavia la cosa risultava strana, in quanto la ragazza giurava di non aver assunto alcolici né farmaci provenienti da altri paesi né droghe, tantomeno di essersi diretta all'estero o sottoposta ad alcuna trasfusione, tutte cose che aumentano le probabilità di incorrere in questo tipo di patologia, che può svilupparsi a partire da un abuso di sostanze nocive o da un virus. Dopo varie domande riguardo le sue abitudini recenti, l'adolescente ha ammesso di assumere tre tazze di tè verde cinese ordinato da internet per coadiuvare la perdita di peso: sembra infatti che la bevanda, oltre a procurare i benefici descritti in precedenza, possieda un effetto anoressizzante in quanto la caffeina, la teobromina e la teofillina presenti al suo interno stimolerebbero il metabolismo e la diuresi.
Il problema era che, essendo gli ingredienti in cinese, la sedicenne non aveva alcuna idea di cosa contenessero le buste da infusione in questione: dopo un'attenta analisi, gli esperti hanno trovato capito che a causare il problema al fegato era la Camellia Sinensis, pianta utilizzata generalmente proprio per fare il tè verde. In generale non causa grandi effetti collaterali, ma evidentemente l'ignota provenienza della sostanza, comprata su internet, unita ad una qualche probabile intolleranza della ragazza, ha scatenato la grave reazione. Sottoposta a un trattamento d'urgenza, la sedicenne è stata in seguito dimessa dall'ospedale e, dopo due mesi, la sua funzionalità epatica è tornata normale. Tuttavia si tratta di un ulteriore monito per tutti quelli che decidono di comprare prodotti per il dimagrimento online, abitudine pericolosa che è già costata la vita a più di una persona.