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Le bottiglie di plastica che contengono l’acqua sono sicure?

Attenzione a ftalati e bisfenolo A

Sanihelp.it – Qualche giorno fa il dottor Michael Farrell, della Monash University di Melbourne, metteva in guardia riguardo il pericolo di bere troppa acqua: introdurre liquidi per abitudine, o perché pensiamo ci possa far bene, senza avvertire una reale esigenza, può causare effetti collaterali non di poco conto, tra cui anche il coma. L'esperto poneva l'attenzione soprattutto sul bere acqua dal rubinetto, a causa dei livelli di composti chimici pericolosi al suo interno, anche in zone cosiddette industrializzate come gli Stati Uniti: composti chimici che aumentano il rischio di ammalarsi di gravi patologie, tra cui il cancro. Tuttavia, sembrerebbe non andare meglio per l'acqua in bottiglia, specie quella di plastica: secondo una ricerca della NYU Langone conterrebbe delle molecole al suo interno che possono causare cancro, diabete, deficit dell'attenzione ed iperattività e autismo.


Tali molecole sono conosciute come EDC, Endocrine Disrupting Chemicals, un gruppo di sostanze chimiche conosciuto da tempo per essere in grado di interferire con il funzionamento del sistema endocrino. Tra gli effetti finora osservati, oltre ad un aumento della probabilità di sviluppare tumori, vi sono alterazioni della fertilità e del metabolismo, l'incremento di aborti, di difetti morfologici o funzionali alla nascita. Il problema è che li introduciamo nel nostro organismo attraverso migliaia di prodotti che utilizziamo tutti i giorni, dai contenitori di plastica a quelli di metallo, dai detergenti ai cosmetici, fino anche ai giocattoli dei bambini: cosa piuttosto allarmante vista la presenza, come detto in precedenza, di autismo e deficit dell'attenzione ed iperattività tra gli effetti collaterali provocati dall'esposizione.

Il lato paradossale della faccenda, così come evidenziato dai ricercatori americani, è che composti chimici come gli ftalati ed il bisfenolo A vengono utilizzati perché le industrie li trovano utili e convenienti: tuttavia, solo negli Stati Uniti, le condizioni che provocano costano circa il 2% del Prodotto Interno Lordo del paese. Un impatto economico enorme, quantificabile in circa 340 miliardi di dollari di spese per cure e trattamenti ogni anno: una cifra destinata ad aumentare, se non prenderemo molto presto delle decisioni in merito.

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