Sanihelp.it – Recentemente sotto i riflettori dei media per aver causato il decesso di una bimba di 4 anni ricoverata all’ospedale di Trento, la malaria viene considerata la malattia tropicale più frequentemente importata nel nostro Paese: i dati più recenti del Ministero della Salute, riferiti al quadriennio che va dal 2011 al 2015, parlano di più di 3500 casi notificati (nel 90% con diagnosi confermata); di questi la quasi totalità è d’importazione, mentre solo sette sono i casi autoctoni. La malaria è una malattia causata da quattro tipi di protozoi, appartenenti al genere Plasmodium, che si trasmettono all’uomo attraverso la puntura di zanzare femmine del genere Anopheles: questi insetti vettori possono infettarsi pungendo un individuo malato e, successivamente, trasmettere l’infezione ad una persona sana con una seconda puntura.
Attualmente la diagnosi della malaria si basa sulla ricerca microscopica di parassiti in un campione di sangue, preferibilmente prelevato qualche ora prima dell’accesso febbrile – uno dei principali segni clinici di presenza della malattia. Grazie a un team di ricercatori della Washington University di St.Louis un nuovo test diagnostico potrebbe presto giungere sul mercato: si tratta di un esame basato sul respiro, dunque senza necessità di prelievi del sangue. Stando a quanto pubblicato dagli scienziati sulla BBC Online, dai test effettuati il dispositivo ideato – per ora solo un prototipo – si è rivelato discretamente efficace nel rilevare i casi di malaria nei bambini ma, avvertono i ricercatori, deve essere ulteriormente sviluppato prima di poter essere reso disponibile.
Il test è in grado di rilevare, nel fiato delle persone su cui viene applicato, un particolare odore, molto simile a quello emesso dai pini e da altre conifere per attirare gli insetti e favorire l’impollinazione. Dunque, secondo i ricercatori americani, le persone il cui fiato possiede questo odore potrebbero attrarre involontariamente le zanzare ed esserne infettate. Testato su 35 bambini africani febbricitanti, alcuni con malaria e altri no, il dispositivo ha dato risultati esatti in 29 bambini, con un tasso di accuratezza dell’83%.
Dato che analisi del sangue, attualmente impiegate per diagnosticare i casi di malaria, possono essere troppo costose e tecnicamente avanzate per le zone rurali o per i Paesi in via di sviluppo, gli scienziati si augurano che questo metodo semplice ed economico possa confermare la propria efficacia e rivelarsi presto un’alternativa praticabile.
Individuare la malaria nel respiro
L'esame si è rivelato efficace nell'83% dei casi

FonteBBC Online