Sanihelp.it – «Io non so chi abbia inventato i tacchi alti, ma tutte le donne devono loro molto». Parole della grande, inimitabile Marylin Monroe, icona della sensualità e della femminilità. Per rispondere al dubbio dell'attrice americana, sembra che le origini del tacco siano molto antiche, da retrodatare addirittura intorno al II secolo d.C.: inventato in Persia per migliorare l'equilibrio e la stabilità dei cavalieri sulle staffe, la sua diffusione in Europa avvenne nel 1600, oramai svincolato da utilizzi militari, indossato per motivi estetici.
Le scarpe col tacco possono sembrare la scelta migliore per sfoggiare un look elegante in contesti lavorativi formali: ma una ricerca della sudcoreana Hanseo University, pubblicata in questi giorni sulla rivista specializzata International Journal of Clinical Practice, ha evidenziato come le ripercussioni a livello di salute possono essere notevoli. Gli scienziati hanno esaminato gli effetti su quaranta donne che indossano questo tipo di calzature quasi ogni giorno a causa della professione che svolgono scoprendo come, sebbene inizialmente possano rinforzare i muscoli attorno alle caviglie, alla lunga tale azione può portare all'aumento del rischio di distorsioni e ad un indebolimento dell'equilibrio dinamico.
L'analisi degli scienziati sudcoreani si è focalizzata sulle scarpe con tacco dai dieci centimetri in su, e ha preso in considerazione donne che indossavano questo tipo di calzatura almeno tre volte a settimana. Alle quaranta volontarie che hanno preso parte alla sperimentazione i ricercatori hanno misurato regolarmente la forza delle caviglie, trovando che due dei quattro principali muscoli diventavano dominanti tra i dodici mesi e i tre anni di utilizzo regolare, causando un naturale disequilibrio nella articolazione che, infine, può risultare in un maggiore pericolo di slogature. Altri possibili rischi possono essere deformazione dei piedi, mal di schiena ed errori di postura.