Sanihelp.it – Gli scienziati dello Scripps Research Institute (TSRI) in collaborazione con la Janssen Pharmaceutical Company, hanno trovato un modo per indurre gli anticorpi a combattere efficacemente i tre ceppi virali (il virus tipo A, tipo B e tipo C) responsabili delle influenze stagionali, una scoperta che potrebbe portare, nel prossimo futuro, alla creazione di un vaccino antinfluenzale ‘universale’ per il quale non sarebbe necessario un richiamo periodico.
Il vaccino antinfluenzale che viene somministrato ogni anno infatti non tutela da tutti i sottotipi dei virus per cui viene eseguita la vaccinazione, dal momento che solitamente colpisce la testa del virus (dove risiedono i caratteri specifici di un ceppo virale o dei sottotipi di uno stesso virus) e non il gambo (la parte meno variabile del virus che solitamente accomuna ceppi e sottotipi dei virus influenzali), una condizione i cui effetti sono risultati evidenti nel 2009, quando il sottotipo N1H1 dell’influenza A – meglio conosciuto come ‘influenza suina’ – provocò il decesso di centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo.
I ricercatori si sono quindi concentrati su di un particolare bersaglio, ovvero la proteina HA, un componente presente sul gambo di tutti i virus influenzali ed utilizzato da questi ultimi come ‘ponte’ per entrare in contatto con le cellule dell’organismo ospite.
I risultati dello studio, pubblicati su Science, hanno infine permesso di creare un vaccino (già testato sul modello animale) in grado di scatenare una reazione immunitaria contro questa proteina, e quindi di fatto proteggere l’organismo da tutti i ceppi ed i sottotipi virali influenzali.
«Nonostante i risultati ottenuti, rimane ancora molto lavoro da fare – ha commentato il dottor Wilson dal TSRI – L'obiettivo finale, naturalmente, è quello di creare un vaccino universale in grado di proteggere l’organismo dai virus influenzali per tutta la vita».