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OMS: 1,25 milioni di vittime per incidenti stradali nel 2013

Sanihelp.it – «Incidente. Avvenimento inevitabile dovuto all'azione di immutabili leggi naturali». Così l'aforista statunitense Ambrose Bierce definisce gli incidenti nel suo famoso Dizionario del Diavolo, sarcastico e cinico vocabolario del 1911. Sfortunatamente, nonostante tutti gli sforzi che l'uomo produce per minimizzarne la rilevanza, questi avvenimenti inevitabili continuano purtroppo ad accadere, spesso con esiti infausti: l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in questi giorni, ha infatti pubblicato i dati delle persone che perdono ogni anno la vita in impatti stradali, stimandoli in 1,25 milioni di persone nel mondo nel solo 2013.


Sono dati che restituiscono un'idea piuttosto macabra, soprattutto considerando il fatto che gli incidenti rappresentano la principale causa di mortalità nei giovani tra i 15 e i 29 anni d'età. Tuttavia, sebbene il dato sulla sicurezza sembri davvero alto, e risulti sostanzialmente stabile e coerente con quelli presentati gli anni scorsi, si tratta comunque di un miglioramento piuttosto tangibile: visto e considerato il boom di autoveicoli che circolano per strada, gli incidenti in rapporto alle vetture presenti nel traffico risulta notevolmente diminuito, grazie alle misure prese nei vari paesi per evitarli.

Per quel che concerne la distribuzione di questi impatti, la maggior parte avviene nei paesi con basso o medio reddito, sebbene tuttavia vedano circolare solo il 54% dei veicoli: l'Africa presenta il numero più alto di incidenti per abitante, mentre il gradino più basso in classifica appartiene proprio all'Europa. A rischiare di più sulla strada sono gli uomini, col 75% delle vittime appartenente a questo genere. Speciale attenzione occorre farla quando si guida una moto: il 23% delle morti si verificano infatti tra i centauri, percentuale di poco sopra ai pedoni, che si attestano sul 22%. I ciclisti, al contrario, presentano la statistica più bassa, col 4%.

Per quanto riguarda il nostro paese, la cifra delle vittime registrate nel 2013 è precisamente di 3385: gli incidenti stradali hanno inciso sul PIL annuo per l'1,8%. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha comunque fornito un giudizio positivo riguardo le misure adottate dallo stato italiano per minimizzare il pericolo di incidenti sulla strada, fornendo come votazione un bell'otto su dieci. Ad essere bocciati, neanche a dirlo, sono piuttosto gli italiani: prendendo in considerazione l'applicazione delle leggi su cinture di sicurezza e seggiolini, abbiamo sfortunatamente rimediato dalla OMS un'insufficienza piena. Speriamo che questi dati, che raccontano una realtà in via di miglioramento ma ancora piuttosto tragica, servano a sensibilizzarci sull'etica stradale, cosa che può salvarci la vita.  

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