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Rinite: oltre a quella allergica, c’è quella eosinofila

Sanihelp.it – La seconda edizione dell’Italian Rhinoforum, appuntamento annuale dedicato alle patologie rino-sinusali, quest’anno è dedicato alla rinite eosinofila.


Da un punto di vista epidemiologico, se la rinite allergica rappresenta la forma predominante, con circa il 40% dei casi di rinite, e la rinite non allergica rappresenta circa il 25%, si deve tener presente che vi sono anche forme miste, allergiche e non allergiche, che rappresentano circa il 35% delle riniti. 

La rinite eosinofila è una tipologia di infiammazione del naso, spesso confusa con le riniti allergiche (da cui si distingue per la negatività ai test allergici) a causa della sintomatologia simile (difficoltà nella respirazione nasale, secrezioni nasali, anosmia, sensazione di secrezione in gola).

Si caratterizza per la presenza nel secreto nasale di un’alta percentuale di eosinofili e, se non trattata, presenta un maggiore rischio di cronicizzazione, ricadute e complicanze (rinosinusiti, poliposi, asma ecc).

L’importanza di una corretta diagnosi concorre in modo sostanziale al successo della terapia. Il malato, sottolineano gli esperti, deve essere informato che l’efficacia della terapia non è immediata, può anzi dare risultati sul lungo periodo, anche dopo 2 mesi di trattamento. La compliance diviene quindi un fattore determinante per il suo successo.

Le riniti eosinofile rappresentano quindi un grosso problema non solo per i sintomi molti intensi, ma anche per la difficoltà nella gestione delle terapie. Spesso, infatti, è necessario affiancare ai trattamenti farmacologici standard a base di corticosteroidi terapie chirurgiche o complementari in grado di potenziarne l’efficacia. 

È il caso dell’acido ialuronico che, oltre ad avere un’azione antinfiammatoria, permette di ripristinare l’integrità della mucosa nasale danneggiata. Poi vi sono i lactobacilli, che permettono invece di incrementare le difese naturali.


Gli specialisti hanno inoltre iniziato a utilizzare, sempre in aggiunta alle terapie farmacologiche, gli stimolatori della vitamina D e la fototerapia: quest’ultima è in grado di contrastare le forme croniche patogene e le secrezioni a livello nasale con ottimi risultati. È stata infatti notata una correlazione tra la carenza di vitamina D e frequenza delle riniti eosinofile nelle popolazioni nordiche, meno esposte ai raggi solari.

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