Sanihelp.it – Il morbo di Alzheimer oggi colpisce circa 600.000 persone solo in Italia (dati Censis, Aima 2016). Si tratta di una forma di demenza irreversibile e progressiva, che distrugge lentamente la memoria e le capacità cognitive.
Gruppo Korian, azienda che si occupa della gestione di residenze per la terza e quarta età in Francia, Italia, Belgio e Germania, ha scommesso da tempo sulle terapie non farmacologiche per accompagnare il malato di Alzheimer in un percorso completo, studiato per controllare e attenuare i disturbi del comportamento – quali l’affaccendamento ossessivo e l’ansia di fuga – e rallentare il declino cognitivo e funzionale.
Fra le più recenti innovazioni implementate dal gruppo spiccano: il camuffamento degli spazi abitativi e architettonici per nascondere le vie di uscita allo sguardo dei malati (per esempio con raffigurazioni che facciano sembrare le porte delle librerie o degli armadi e con pareti coperte da quadri e piante in modo da rendere le porte non riconoscibili), la Doll Therapy che, tramite l’utilizzo di una bambola da accudire, favorisce l’attivazione della memoria e il recupero, anche se parziale, dell’auto consapevolezza, gli Ealing Gardens (o giardini terapeutici), che attraverso attività di cura dell’orto e degli spazi verdi sotto la supervisione di un esperto, portano il malato in contatto con la natura regalandogli serenità e soddisfazione per i risultati raggiunti, la musicoterapia, che rievoca emozioni e reminiscenze agevolando le relazioni col presente, l’arteterapia che stimola la creatività del malato, consentendogli di sperimentare diversi materiali per esprimere il suo talento artistico ed esprimere così sentimenti, pensieri, ricordi.
Korian è stata fra le primissime aziende in Italia a implementare la trenoterapia come principale metodo di cura non farmacologica, attivando il vagone virtuale progettato dal Politecnico di Milano per dare sollievo ai malati di Alzheimer.
Il vagone consente agli ospiti di vivere un viaggio simulato in treno di 45 minuti, offrendo loro un potente metodo per placare l’ansia da fuga che accompagna le loro giornate. Prima di entrare nel vagone, i malati possono soggiornare in una sala d’aspetto esterna curata nei minimi dettagli e con accorgimenti iconografici assolutamente realistici in stile vintage, che riporta i malati a periodi già vissuti. Poi, seduti su poltroncine contenitive, possono riassaporare ricordi ed emozioni perdute, ritrovando pace e serenità mentre osservano il paesaggio e le stazioni intermedie che scorrono sotto il loro sguardo attraverso unfinto finestrino adibito a schermo.
La terapia del treno – sperimentata con successo nell’Ambulatorio di Supporto alle persone con demenza della RSA Saccardo di Milano – agisce sui disturbi comportamentali stimolando i rapporti, le relazioni, gli incontri e creando momenti di socialità.