Sanihelp.it – Non tutti sanno che lo spazzolino raggiunge solo il 60% della superficie dei denti e rimuove solo il 42% della placca: può non bastare per un'igiene orale completa e accurata. «Le superfici del dente sono 5 – spiega Francesca De Siena, igienista dentale e Direttore attività professionalizzanti per il corso di laurea di igiene dentale, Università degli Studi di Milano – La ricerca scientifica conferma che lo scovolino è in grado di rimuovere meglio, rispetto al filo interdentale, la placca batterica e circa i 19 miliardi di batteri presenti negli spazi interdentali.
Si tratta di un piccolo spazzolino caratterizzato dalla presenza di un’anima attorno alla quale sono presenti delle setole in grado di raggiungere gli spazi tra i denti, adattabili a spazi stretti e larghi. La scarsa igiene o la mancata rimozione della placca può provocare la comparsa delle più comuni patologie della bocca come carie e malattie gengivali.
«Lo scovolino è più semplice da utilizzare rispetto al filo – continua De Siena – È necessario scegliere la dimensione secondo gli spazi interdentali che, in alcuni casi, va abbinato all’uso del filo. Da preferire lo scovolino rivestito interamente da setole per una maggiore pulizia; meglio se ha il collo flessibile e la punta arrotondata così da evitare traumi. Per spiegare il valore di una pulizia con lo scovolino utilizzo spesso il paragone delle mani. Lavare solo 2 o 3 delle superfici dentali e non tutte e 5, ovvero anche tra i denti (dove non arriva lo spazzolino) equivale a lavare le mani sul dorso e palmo, ma non tra le dita.
La novità è un piccolo strumento da utilizzare fuori casa dopo i pasti. Lo definirei un primo soccorso per il cibo intrappolato nei denti – continua De Siena – Non sostituisce lo scovolino, ma offre un supporto utile a fastidiosi depositi, aiutando a ridurre infezioni, sanguinamenti gengivali o rischio di sviluppare carie».