Sanihelp.it – Tra i vari aspetti legati a un evento sismico c’è quello dell’approvvigionamento e della somministrazione alimentare. Il rischio è legato al ritorno in case dichiarate agibili, ma che possono rappresentare pericoli nascosti legati a tubature con micro lesioni e pertanto portatrici potenziali di acqua microbiologicamente e a volte anche chimicamente contaminata.
Altre problematiche possono insorgere, come un rischio microbiologico (per esempio sviluppo nelle derrate alimentari di ceppi di stafilococchi, streptococchi, coliformi fecali, salmonelle, ecc.), derivante da una non corretta gestione dello stoccaggio, del trasporto e della somministrazione di pasti da fruire agli sfollati.
Sarebbe da favorirsi (ove possibile) la somministrazione di alimenti non deperibili, prodotti preconfezionati, disidratati o trattati con conservanti che ne aumentano la loro stabilità e conservabilità, ossia la cosiddetta shelf-life.
Ci riferiamo ai farinacei (fette biscottate, grissini, cracker, pasta, biscotti, ecc.), allo scatolame di origine vegetale e animale (legumi, tonno, carne, ecc.) con un occhio attento da parte degli operatori all’integrità delle confezioni, ma anche a prodotti liofilizzati di facile ricostituzione grazie all’aggiunta di liquidi (acqua, latte, ecc.), che siano di sicura provenienza igienico sanitaria.
Attenzione, inoltre, allo stoccaggio delle bevande in bottiglie di plastica, soprattutto l’acqua, o di bibite gasate in lattine, onde evitare la migrazione di sostanze chimiche dal contenitore al contenuto da somministrare. Mai lasciare questi contenitori esposti a fonti di calore come il sole.
Fondamentale l’utilizzo di utensili a uso alimentare (piatti, coltelli, forchette, ecc.) monouso (tali da evitare contaminazioni crociate durante l’uso) e possibilmente biodegradabili, in modo da prevenire un eccessivo accumulo di sostanze plastiche e un potenziale inquinamento ambientale post smaltimento.
Per quanto riguarda le conseguenze psicologiche di questi eventi (disturbo post-traumatico da stress), un ausilio può essere un’alimentazione a base di prodotti costituiti da nutrienti antidepressivi contenenti per esempio gli acidi grassi Omega 3 (presenti nel pesce azzurro e frutta secca quali noci, arachidi, ecc.), l’acido folico (presente nei broccoli, legumi, asparagi, cavolo cappuccio, ecc.), il triptofano aminoacido precursore della serotonina ossia uno dei neurotrasmettitori coinvolti nella regolazione dell’umore (aminoacido presente nelle carni bianche, uova, noci, banane, ecc.), il magnesio necessario alla produzione della serotonina, la feniletilammina, conosciuta come drug love, capace di riprodurre le sensazioni tipiche dell’innamoramento (presente soprattutto nella cioccolata fondente a barrette o allo stato liquido: cioccolata fondente) e il complesso delle vitamine B. Anche il litio, a basse dosi, spesso viene utilizzato come equilibratore emotivo: si ritrova nelle patate, nell’aglio, nelle cipolle, nei cereali integrali, nelle uova.