Sanihelp.it – Il Natale è alle porte e, come ogni anno, si tratta di dover scegliere il regalo per i più piccoli i quali, stando a una recente indagine della Doxa, sempre più spesso prediligono una console, ossia quegli apparecchi collegabili alla tv e, dunque, utilizzati in ambito domestico con cui ci si diletta a giocare ai videogiochi. Purtroppo, i rischi che l’impiego prolungato di queste console comportano sono numerosi: astigmatismo, miopia e ipermetropia sono i più frequenti riscontrati nei bambini, di età compresa fra i 3 e i 10 anni, che trascorrono molte ore alle prese con i videogiochi. Tanto che, per la prima volta, si è giunti a parlare di una vera e propria ‘Sindrome da videogiochi’; a diagnosticarla è stato un team di oculisti che operano presso il servizio sanitario di Reggio Calabria e presso la Clinica oculistica dell’Università di Messina, i quali hanno pubblicato sul Journal of Pediatric Ophtalmology and Strabismus i risultati di uno studio su un possibile rapporto tra l’esposizione ai videogiochi (e schermi in generale) e l’insorgenza di problemi visivi nei più piccoli.
Date queste premesse e dato che sarà comunque difficile impedire ai propri figli di utilizzare queste tecnologie, è importante sapere quali sono i limiti per farli giocare in sicurezza. Secondo gli esperti bisogna consentire l’uso di questi dispositivi non più di un’ora e mezza al giorno, meglio se non continuativamente ma con pause ogni mezz’ora. Inoltre, almeno fino ai 6 anni d’età i bambini dovrebbero stare alla larga dai videogiochi in 3D; sino a quell’età, infatti, l’occhio non è ancora completamente sviluppato e l’uso di quel tipo di tecnologia potrebbe affaticare e causare problemi ai muscoli oculari. Infine, a creare problemi nell’utilizzo di questi dispositivi contribuiscono anche la posizione e i movimenti che si fanno durante il gioco e che possono causare problemi ai muscoli e alle articolazioni: nel caso dei tablet, ad esempio, stare a lungo seduti davanti a al monitor porta ad avere la testa protesa, una iperlordosi (ossia un’eccessiva curvatura) del collo e la mandibola indietro; a lungo andare questo comportamento provoca dolori muscolari e può causare problemi di occlusione della bocca.