Sanihelp.it – Secondo le stime, in Italia oltre il 3% della popolazione soffre di disturbi alimentari, di questi l'80% è donna e nel 50% dei casi si tratta una ragazza tra i 12 e i 15 anni, mentre nel 20% di una bambina tra gli 8 e i 12 anni. Da ciò risulta che anoressia e bulimia sono disturbi alimentari che colpiscono prevalentemente i giovani e i giovanissimi; peraltro si tratta di un fenomeno, secondo gli esperti, in continua crescita.
Per affrontare il problema, ed aiutare i ragazzi che ne sono vittime, esiste ora uno strumento in più: si chiama Sc(Hi)accia dca, un’applicazione per smartphone e tablet realizzata dal Centro per i disturbi del comportamento alimentare (Cdca) della clinica Palazzolo di Bergamo; si tratta della prima app italiana per il supporto alle persone che soffrono di disturbi alimentari.
«Uno dei problemi principali a cui andiamo incontro nella nostra attività quotidiana al Cda è la vergogna – dichiara Rosa Gozio, psichiatra del centro – la persona anoressica o bulimica si imbarazza a parlare del proprio problema e ciò accade anche per i genitori; in tal modo, però, non si pongono nelle condizioni per poter essere aiutati. Con questa applicazione si stempera questo sentimento di onta». Peraltro, se è vero che nel web esistono moltissimi siti che trattano di anoressia e bulimia, è altrettanto vero che nella maggior parte dei casi lo fanno in modo sbagliato, spesso addirittura mitizzando i disturbi: «il rischio è che si parli del problema come un qualcosa di ‘speciale’, per cui liberarsene diventa ancor più difficile per i ragazzi colpiti – continua Gozio – Sc(Hi)accia dca è stata pertanto pensata per avere anche un’altra funzione, quella di aiutare a non idealizzare queste malattie.»
L’applicazione, a cui è possibile accedere in modo anonimo, è disponibile gratuitamente sia per Android sia per Apple. Dopo aver installato Sc(Hi)accia dca sul proprio device si attraverseranno tre fasi. Nel primo step verranno richieste informazioni relative al proprio peso, al tipo di alimentazione che si segue e all’attività fisica svolta. Successivamente si redigerà un diario che sarà possibile inviare a un educatore del Cda. Infine il ragazzo potrà interloquire direttamente con l’educatore, il quale eventualmente lo indirizzerà vero il centro per i disturbi alimentari a lui più vicino.