Sanihelp.it – Il Mostro di Frankenstein, come si sa, è una creatura immaginaria (creata dalla penna della scrittrice britannica Mary Shelley nell’800): un essere ‘costruito’ in laboratorio assemblando tra loro parti anatomiche di differente provenienza e animato da un potente impulso elettrico. Sino ad oggi soltanto una fantasia che però, grazie a una ricerca di un gruppo di biologi dell’Istituto di Fisica e Tecnologia di Mosca (Mipt) e dell’Università di Bonn, pare ora diventare realtà. È già stato ribattezzato «cuore di Frankenstein»: si tratta del primo cuore realizzato mediante diverse parti di animali e fatto battere mediante stimolazione elettrica.
Il cuore è un organo che possiede gruppi di cellule in grado di produrre impulsi elettrici che, trasmessi al muscolo cardiaco, gli permettono di contrarsi sincronicamente: una sincronia garantita da speciali giunzioni tra le cellule, i desmosomi. Purtroppo, ogni danno alle cellule cardiache o ai desmosomi può condurre a una cardiomiopatia.
A tutt'oggi, come ha dichiarato anche Konstantin Agladze, principale autore dello studio – pubblicato sulla rivista Biomaterials Science – non è possibile sostituire parti di cuore danneggiato, ma soltanto trapiantare il cuore integralmente; cosa che in futuro, grazie alla scoperta di Agladze e colleghi, sarà dunque forse possibile.
I frammenti di cuore che sono stati assemblati insieme sono stati coltivati in un ambiente in grado di contribuisce alla fusione di cellule diverse tra loro e alla trasmissione di un impulso elettrico attraverso la loro congiunzione. Gli scienziati hanno impiantato cellule sia di ratti appena nati sia di ratti adulti e ne hanno seguito la crescita e l’interazione con l’aiuto di un microscopio a fluorescenza: si è visto che queste colture di cellule erano in grado di comunicare tra di loro, generare un segnale elettrico e trasmetterlo alle fibre muscolari adiacenti, anche se appartenevano a specie di roditori diverse.
Anche se, al momento, non si è in grado di realizzare un cuore simile con parti anatomiche umane, gli scienziati sono ottimisti circa la possibilità che in un prossimo futuro si presenteranno le condizioni per poter realizzare anche un cuore di Frankenstein umano.