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Neonati prematuri: gli antibiotici modificano il microbioma

Antibiotico-resistenza nei bimbi nati pretermine

Durante le prime settimane di vita, i neonati prematuri hanno un maggior rischio di sviluppare infezioni; ragione per cui  la maggior parte di loro viene trattata con antibiotici, che spesso sono dei veri e propri salvavita. Tuttavia, come ogni medicinale, questi antibiotici non sono privi di effetti collaterali. Recentemente, un gruppo di ricercatori della statunitense Washington University School of Medicine, in uno studio pubblicato su Nature Microbiology ha mostrato che una terapia antibiotica prolungata, nelle prime settimane di vita dei neonati prematuri, potrebbe avere un impatto negativo sul microbioma intestinale, anche a distanza di anni.


Per giungere a questa conclusione i ricercatori hanno analizzato campioni di feci – alla nascita e dopo circa un anno e mezzo di vita – di 58 bambini all'interno della loro unità di terapia intensiva neonatale. I due terzi dei piccoli, essendo nati due mesi e mezzo prima del termine, sono stati trattati con un antibiotico subito dopo la nascita. La maggior parte dei neonati ha ricevuto 8 cicli di antibiotico mentre una minoranza soltanto un ciclo.

La ricerca ha evidenziato che i bambini di un anno e mezzo ai quali era stato somministrato l'antibiotico nelle prime settimane di vita per un lungo periodo di tempo (8 cicli) presentavano, nel microbioma intestinale, una quantità maggiore di batteri resistenti ai farmaci rispetto ai piccoli trattati solo per un ciclo e a quelli che non avevano ricevuto alcun antibiotico. 

Si tratta spesso di batteri come l'Escherichia coli, naturalmente presente nell'intestino di persone sane e di per sé innocuo, che solo in casi particolari può causare infezioni. I problemi possono nascere quando questo e altri microorganismi, resistendo agli antibiotici, riescono a migrare dall'intestino e raggiungere il flusso sanguigno, il tratto urinario o altre parti del corpo.

L'assetto complessivo del microbioma intestinale risulta impostato quasi del tutto intorno ai 3 anni di età e rimane abbastanza stabile. Per questo, se microorganismi non salutari trovano un sostegno esterno in una fase molto precoce della vita, possono rimanere per molto tempo: uno o due cicli di antibiotici nelle prime due settimane di vita potrebbero ancora avere un peso quando l'individuo ha 40 anni. Per questo, fermo restando che gli antibiotici possono essere un salvavita, sulla base dei risultati gli autori indicano che la terapia non dovrebbe essere somministrata in maniera automatica a tutti i prematuri.

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