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Long Covid: spesso più pesante dell’infezione

Sanihelp.it – Il termine Long COVID, mutuato dall’inglese, di solito si usa per indicare l'insieme dei disturbi e manifestazioni cliniche che permangono dopo l'infezione da Sars-Cov-2.


La possibilità che i sintomi post infezione durino nel tempo non sembra essere collegata a quanto si è stati male durante l'infezione. Può anche succedere che persone che hanno avuto una forma lieve di COVID-19 possano sviluppare problemi a lungo termine.

In generale, le donne al di sotto dei 60 anni di età sembrano avere il doppio delle probabilità di manifestare il Long COVID rispetto agli uomini, successivamente il livello di rischio diventa simile tra i due sessi.

Secondo uno studio condotto presso la University of Cambridge e pubblicato sulla rivista Frontiers in Aging Neuroscience il 70% dei pazienti con long covid, dopo parecchi mesi dall'infezione, ha difficoltà di memoria e concentrazione che si ripercuotono negativamente nella vita lavorativa e sono molto comuni anche i deficit cognitivi.

Gli autori dello studio sono arrivati a queste conclusioni dopo aver seguito un campione di 181 persone con long covid.

Il 70% di questo campione a diversi mesi dall’infezione ha denunciato di soffrire di difficoltà di concentrazione persistenti.

Il 68% ha riferito problemi di memoria di intensità tale da influenzare negativamente la vita lavorativa.


Molti pazienti hanno parlato anche di un calo delle performance cognitive rispetto alle performance medie di un coetaneo sano.

Gran parte del campione ha anche raccontato di avere difficoltà a riferire questi disturbi al proprio curante, convinti che fossero sintomi destinati a risolversi.

Proprio per monitorare gli effetti a lungo termine dell’infezione da SARS-CoV2, per accrescerne le conoscenze e per uniformarne l’approccio e la gestione clinica a livello nazionale, il Ministero della Salute italiano ha finanziato un progetto che coinvolge per due anni una serie di Enti in tre Regioni (Friuli Venezia Giulia, Toscana, Puglia).

«Stanchezza, a volte anche mentale (ovvero problemi di memoria e difficoltà a concentrarsi), perdita di olfatto e gusto, ma anche cefalea e stress insieme a difficoltà cardio – respiratorie e molto altro. Sono questi alcuni dei sintomi persistenti associati al Covid-19, anche a guarigione avvenuta – ha spiegato  Graziano Onder, Direttore del Dipartimento Malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell’invecchiamento dell’ISS, coordinatore del progetto in questione -che fanno parlare di Long-Covid. Non è ancora chiaro se tutto ciò sia conseguenza di un danno causato a monte dal virus contro questo o quell’organo, o dalla risposta immunitaria innescata sempre dal virus ma poi deviata contro organi e tessuti. Il progetto del quale l’ISS è capofila cci aiuterà innanzitutto ad aumentare le nostre conoscenze sul fenomeno, base da cui partire per trattamenti più mirati, oltre che omogenei».

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