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I videogame possono aiutare a dimagrire

Gli effetti benefici dei 'videogiochi attivi'

Sanihelp.it – Contrariamente a quanto si crede abitualmente, non tutti i videogame alimentano uno stile di vita sedentario, anzi: secondo un recente studio, denominato GameSquad, i bambini in sovrappeso possono perdere i chili in eccesso proprio grazie agli exergame, ossia quei videogiochi che espletano anche una funzione di esercizio fisico. L'exergaming – termine inglese che coniuga le parole ‘exercise’ (esercizio, da intendersi come esercizio fisico) e ‘game’ (gioco) – si basa su una tecnologia che richiede anche il movimento del corpo o comunque una certa attività fisica.


La ricerca, pubblicata su Pediatric Obesity ed effettuata da un team di ricercatori del Pennington Biomedical Research Center della Louisiana State University, ha dimostrato come grazie a questi ‘videogiochi attivi’ – se impiegati nell’ambito di un progetto mirato – alcuni bambini di età compresa tra 10 e 12 anni siano riusciti a incrementare l'attività fisica, ridurre la massa corporea e il colesterolo. Lo studio ha preso in esame 46 ragazzi, di ambo i sessi, in sovrappeso o affetti da obesità. Metà dei pazienti, scelta casualmente dallo studio, è stata inserita in un gruppo di controllo, nel quale nessuno dei partecipanti avrebbe fatto nulla di diverso rispetto alle proprie abitudini quotidiane; mentre l'altra metà ha fatto parte di un gruppo sperimentale, il cui obiettivo era di svolgere un’ora al giorno di attività fisica mediante exergaming, da svolgere in compagnia di altri componenti della famiglia, per un periodo di sei mesi.

Ebbene, delle 23 famiglie impegnate nel gruppo sperimentale solo una non ha completato il percorso semestrale, mentre per le altre i risultati sono stati sorprendenti: l'indice di massa corporea nei ragazzi di questo gruppo si è ridotto del 3% circa, mentre al contrario il gruppo di controllo ha fatto registrare un incremento medio dell'1%. Ancora più evidenti i riscontri per quanto riguarda il colesterolo, che nei bambini del gruppo sperimentale è sceso del 7% mentre nei membri di quello di controllo è salito della medesima percentuale. Merito, senza dubbio, di una maggiore proprensione all'attività fisica che, nel gruppo sperimentale, è aumentata del 10% per tutta la durata dello studio, mentre nel gruppo di controllo si è ridotta del 22% nell'arco dei sei mesi.

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