Sanihelp.it – Potrebbe diventare un'arma efficace contro diabete e obesità: si tratta di un ormone, prodotto dai muscoli, in grado di dare l’ordine al cervello di spegnere la fame. A scoprirlo è stato un team di ricercatori dell'Università di Bari, in uno studio presentato all'ultimo Congresso dell’Associazione europea per lo studio del diabete, in corso a Berlino.
L’ormone, il cui nome è irisina, una citochina prodotta dai muscoli dopo l’attività fisica, controlla il metabolismo del glucosio. Ciò che i ricercatori hanno evidenziato è che l’irisina agisce anche a livello dei centri ipotalamici deputati al controllo di fame e sazietà, promuovendo l’attivazione dei geni anoressigeni, ed attenuando, in tal modo, la sensazione di fame.
Obiettivo dello studio è stato quello di approfondire gli effetti della somministrazione di irisina per via intraperitoneale sulla produzione dei principali ormoni coinvolti nel controllo del peso corporeo e del comportamento alimentare, come la leptina e la grelina. Per fare ciò, 12 topi di laboratorio hanno ricevuto iniezioni intraperitoneali giornaliere di irisina, oppure di placebo, per 14 giorni. La somministrazione dell’ormone non ha provocato modifiche nella produzione di leptina o di grelina, così come nel peso corporeo e nel comportamento alimentare, ma i topi trattati con irisina hanno mostrato un incremento dell’espressione dei geni anoressigeni a livello ipotalamico. Ciò suggerirebbe che tale ormone può promuovere la perdita di peso e la riduzione dell’introito calorico a lungo termine: un risultato di particolare importanza nel contesto di malattie come l’obesità e il diabete di tipo 2.
L’irisina rappresenta un ormone con molteplici e interessanti proprietà. Sino ad ora, però, i suoi effetti sul sistema nervoso centrale non erano mai stati esaminati. È interessante notare come un ormone che possiede effetti favorevoli sul controllo della glicemia e del peso sia anche in grado di attivare geni che mediano la sazietà. Questi risultati rendono l’irisina un interessante candidato per lo sviluppo di nuove terapie per le persone affette da diabete mellito di tipo 2, in particolare se anche obese.