Sanihelp.it – Il pane è un alimento essenziale della nostra dieta, tanto è vero che tale vocabolo è spesso sinonimo di cibo in generale. Eppure spesso è stato accusato di far ingrassare, in quanto si ritengono i carboidrati i principali responsabili della perdita del peso forma. Chiaramente è l'abuso di queste sostanze, che non dovrebbero mai rappresentare più del 60% del nostro introito calorico giornaliero, a dare origine ai problemi di linea: tuttavia, chi ha dichiarato guerra al consumo di pane, da oggi potrebbe avere nuove frecce al proprio arco. Uno studio pubblicato recentemente sulla rivista specializzata Science Translational Medicine ha evidenziato come i conservanti utilizzati per allungare la freschezza dei prodotti da forno industriali aumenterebbero il rischio di sviluppare diabete, provocando aumento di peso e resistenza all'insulina.
L'analisi alla base di tale scoperta è stata condotta dai ricercatori americani della Harvard T.H. Chan School of Public Health, che si sono concentrati proprio sull'impatto che avrebbe il consumo di tali sostanze sul nostro metabolismo. In particolare lo studio si è focalizzato sul propionato, un acido grasso generalmente considerato sicuro utilizzato proprio per evitare lo sviluppo di muffe. I ricercatori hanno somministrato tale sostanza a cavie da laboratorio, scoprendo come il suo consumo attivasse il sistema nervoso simpatico causando un'impennata della produzione di ormoni, in particolare glucagone, norepinefrina e FABP4. Questa condizione ha provocato a sua volta iperglicemia, aumento di peso e insulino-resistenza nei topi: risultati poi replicati e confermati anche dalle ricerche condotte sull'uomo.
Potrebbe dunque esserci l'abuso di conservanti, specie quelli utilizzati nella produzione da prodotti da forno e pane, alla base dell'epidemia di diabete riscontrata negli ultimi anni: secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sarebbero infatti più di 400 milioni le persone che soffrono di questa patologia nel mondo.