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Nuove malattie OMS: burnout e dipendenza da videogames

Aiuteranno i medici a riconoscerle e diagnosticarle

Sanihelp.it – La nostra società è profondamente cambiata nel corso degli ultimi anni: nuove tecnologie hanno imposto nuovi stili di vita e, conseguentemente, nuove sfide da affrontare, per certi versi impensabili fino a poco tempo fa. Ecco perché l'Organizzazione Mondiale della Sanità, di tanto in tanto, è costretta ad aggiornare l'elenco dei disturbi medici e delle malattie di cui può soffrire l'uomo contemporaneo. Tra le novità in questo campo ha fatto scalpore l'inserimento e il riconoscimento di due patologie in particolare: la dipendenza da videogiochi, o gaming disorder, e la sindrome da burn out, che comunque è oggetto di studi e ricerche scientifiche da ormai almeno una decina d'anni. 


Quest'ultimo disturbo può essere banalmente associato allo stress da lavoro, ma in verità è qualcosa di molto più profondo. Inizialmente esclusiva dei professionisti che svolgono mansioni legate all'assistenza e all'aiuto del prossimo, come gli ambiti sanitari o sociali, oggi la sindrome da burn out in realtà sembrerebbe poter colpire chiunque porti avanti una carriera che implica un certo grado di relazioni interpersonali. Le componenti di tale patologia coinvolgono essenzialmente tre dimensioni: l'impegno nei confronti del lavoro, che diminuisce; le emozioni nei confronti di quello stesso lavoro, che si affievoliscono; e l'adattamento tra la persona e il suo lavoro, a causa delle sempre maggiori richieste di quest'ultimo. Il soggetto colpito passa da un entusiasmo idealistico a periodi di stagnazione a causa dello stress e dell'ansia relativi a rimanere al passo con le esigenze; il passaggio successivo è quello della frustrazione e dell'insoddisfazione, per poi sfociare nell'apatia e nell'indifferenza. Si arriva dunque ad una sorte di morte professionale, che può essere scatenata da varie cause: dalla sovraccarico di mansioni al senso di impotenza, dalla mancanza di riconoscimento alla iniquità del trattamento.

La dipendenza da videogiochi è un disturbo invece se vogliamo molto più semplice da descrivere, ma altrettanto complicato da trattare e da risolvere. Inserito a buon diritto nell'International Classification of Diseases tra le patologie mentali, è caratterizzata sostanzialmente da tre elementi: una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti che prendono il sopravvento sugli altri interessi della vita; impossibilità di controllare questi comportamenti anche laddove risultino chiare e manifeste le ripercussioni negative degli stessi; e il fatto che questi atteggiamenti portano a problemi nella vita personale, familiare e sociale, con impatti anche fisici, dai disturbi del sonno ai problemi alimentari. Ciò non significa che tutti i videogiocatori debbano ritenersi dei malati: questa nuova classificazione servirà al contrario soprattutto ai medici, per essere in grado di diagnosticare tali nuove patologie nella maniera più corretta e precisa.

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