Sanihelp.it – La sindrome delle apnee notturne è un disturbo che colpisce un numero sempre più grande di persone che porta all’interruzione della respirazione di chi ne è affetto causando un risveglio frequente, un sonoro russare, portando ad avere la bocca secca di notte. Ciò che accade sostanzialmente è un restringimento delle vie respiratorie durante il sonno, che non forniscono sufficiente ossigeno ai polmoni causando n forte russamento e un abbassamento dei livelli di ossigeno nel sangue.
Ma andiamo a vedere cos’è nello specifico l’apnea notturna, quali sono le sue cause, i sintomi e i rimedi.
Cos’è l’apnea notturna?
Come già accennato, l’apnea notturna è l’interruzione momentanea del respiro durante il sonno causato dall’arresto temporaneo del passaggio dell’ossigeno nelle vie aeree superiori.
Il numero delle interruzioni durante il sonno può variare ma, per essere medicalmente diagnosticata l’apnea notturna, devono verificarsi almeno 10 o 15 sospensioni a notte.
Ciò che comporta l’apnea notturna è un forte russare e un abbassamento improvviso di ossigeno del sangue. Nel momento in cui i livelli di ossigeno si abbassano troppo, il nostro cervello invia degli impulsi nervosi che fanno irrigidire collo e muscoli delle vie respiratorie superiori. Se gli abbassamenti poi diventano frequenti possono provocare il rilascio degli ormoni dello stress che possono portare a loro volta all’aumento della frequenza cardiaca, al rischio di ipertensione arteriosa, all’ictus fino all’infarto del miocardio.
È importante quindi curare l’apnea notturna, ma per fare ciò occorre prima distinguere da quale tipo si è affetti. Esistono due tipi di apnea notturna:
L’apnea da sonno centrale, causata da un disturbo dei centri nervosi che controllano il respiro. Si verifica quindi quando ci sono delle alterazioni dello stimolo a respirare in assenza di un’ostruzione delle vie aeree. In questo caso, infatti, l’apnea è generata dal mal funzionamento dell’impulso nervoso del cervello che fa muovere i muscoli respiratori. L’apnea da sonno centrale è quindi una forma rara che può verificarsi in presenza di alcune patologie neurologiche come lesioni a livello centrale, scompenso cardiaco congestizio o come malattie neuromuscolari quali per esempio la distrofia muscolare e la sclerosi laterale. La forma più nota di questo tipo di apnea è la Sindrome di Ondina, caratterizzata da un’ipoventilazione centrale congenita.
L’apnea da sonno ostruttiva, questo tipo di apnea è causata dal blocco meccanico, che può essere parziale o completo, delle vie respiratorie aeree superiori, portando ad un’interruzione respiratoria. Il blocco della respirazione porta ad una riduzione della concentrazione di ossigeno nel sangue, compromettendo così qualità e quantità del sonno. Le apnee da sonno ostruttive soni le più comuni è colpiscono il 2% della popolazione femminile e il 4% di quella maschile.
Quali sono le cause?
A causare l’apnea notturna (ostruttiva) possono essere una moltitudine di fattori, tra cui obesità e l’invecchiamento, mentre nei bambini molto piccoli si può manifestare a causa delle tonsille ingrandite. Tra le cause più comuni dell’apnea notturna possiamo trovare:
ipertrofia adeno–tonsillare;
stato post-menopausale;
assunzione di alcol o sedativi;
patologie neuromuscolari;
sindrome di Down o altre sindromi genetiche;
fumo;
asma e rinite allergica;
alterazioni anatomiche cranio-facciali;
epistassi;
forme cancerogene della tiroide;
sindrome metabolica.
Inoltre, le apnee notturne sono spesso associate a malattie croniche come aritmie, insufficienza cardiaca, ictus, diabete, reflusso gastro-esofageo e ipotiroidismo.
Quali sono i sintomi?
Nel caso di apnea centrale non ci sono dei veri e propri sintomi che indichino la sua presenza mentre, nel caso di apnea ostruttiva, invece, i sintomi sono vari e possono verificarsi sia durante il sonno che durante il giorno.
Tra i primi sintomi c’è sicuramente quello del russare, ma anche di boccheggiare e ansimare. Il russamento, inoltre, è intervallato spesso a risvegli improvvisi causati da un senso di soffocamento. Altri sintomi sono:
sonnolenza;
aritmia;
astenia;
secchezza delle fauci;
fibrillazione etriale;
disturbi dell’umore;
insonnia;
cianosi;
cefalea;
calo della libido (soprattutto nei maschi);
dispnea;
mioclono;
nicturia (necessità di urinare più volte durante la notte);
sonnambulismo;
sudorazioni notturne.
Durante il giorno, invece, si può soffrire di altri disturbi come agitazione, affaticamento, difficoltà nella concentrazione, mal di testa mattutini e eccessiva sonnolenza.
Se non trattata correttamente, l’apnea notturna può portare nel lungo terminare a sviluppi di ipertensione arteriosa, malattie cardiovascolari, insufficienza respiratoria, disturbi metabolici, diabete e obesità, insufficienza cardiaca e anomalie del battito cardiaco e aritmie.
Quali sono i rimedi?
Quando si sospetta di avere l’apnea notturna è importante rivolgersi subito ad uno specialista che formulerà una diagnosi e consiglierà la terapia migliore.
Tra queste la più frequente è quella del ventilatore a pressione positiva continua, ossia l’utilizzo di una maschera che copre naso e bocca e che assicura il giusto passaggio di ossigeno nelle vie respiratorie. Possono essere utilizzati anche specifici apparecchi ortodontici, realizzati appositamente per curare l’apnea del sonno e che hanno lo scopo di mettere nella giusta posizione mandibola e lingua così da mantenere aperte le vie respiratorie.