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I racconti di chi è guarito

Sanihelp.it – Cosa raccontano i pazienti guariti da Coronavirus?


Questo lo sfogo di Giuliana de Sio dalla sua pagina Facebook «Il virus è sconfitto, sono al terzo tampone negativo, anche se molto indebolita. Vogliatemi bene perché qui, i metodi sono a dir poco sbrigativi e ti senti più abbandonato che mai, e non mi dilungo, anche se so cosa succede nel mondo, voglio uscire!».  

Giovanni Ardizzi, agente di commercio di San Giovanni Teatino che sulle pagine di ChietiToday racconta: «Il primo sintomo è stato un forte tremolio dovuto a febbre molto alta. Dopo circa 4 giorni di febbre molto alta che non si abbassava con i farmaci mi è stato fatto il tampone e sono stato messo in isolamento».

Il dottor Angelo Marzano, invece, dermatologo del Policlinico di Milano come riporta l’Adnkronos ha dichiarato: «Non ho avuto grossi sintomi respiratori, ma è stata lunga. L’incertezza è fonte di stress estremo. Ed ho notato una manifestazione che persiste tuttora: la riduzione della percezione di gusto e olfatto».

Cruciale è stata la sua compagna: «Non è medico ma ha avuto intuito e a lei va il merito di avermi obbligato ad andare al Sacco».

I sintomi sono stati all’inizio febbre, tosse, naso che cola. «Poi ho avuto due momenti critici – dice Marzano – Il primo intorno a martedì 25 febbraio: un’iperproduzione di citochine, molecole infiammatorie, a cui si lega un rialzo termico. I colleghi del Sacco sono stati bravissimi, avevano formulato una possibile interpretazione di questo fenomeno infiammatorio che arriva fra la quinta e l’ottava giornata di malattia».

L’altro momento che ha spaventato il dermatologo dell’Irccs di via Sforza «è stato il 4 marzo, quando è subentrata un’interstiziopatia polmonare, pur in assenza di grossi sintomi respiratori. La lastra alla dimissione per fortuna ha mostrato un miglioramento».


Altra particolarità di Covid-19 «è stata l’esantema al tronco: ero ricoperto di micro-vescicole che sono andate via da sole nel giro di una settimana. Questo, mi hanno spiegato gli infettivologi, non è molto comune, ma lo ritengo caratteristico. Sembrava una simil varicella – racconta Marzano – Colpisce, comunque, l’estrema variabilità della risposta dell’organismo a questa infezione, spetta ai virologi indagare il perché».

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