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Oligoterapia, una cura dalle inesplorate potenzialità

Le proprietà dei minerali per il benessere dell'organismo

Sanihelp.it – Una disciplina che rimane ancora in gran parte inesplorata ma le cui potenzialità potrebbero rivelarsi molto utili per la cura ed il mantenimento del benessere dell’organismo: il suo nome è oligoterapia, una metodica che rientra nell’ambito della Medicina Integrata e che prevede l’utilizzo di minerali non diluiti (come accade invece nell’omeopatia).


Già il termine è di per sé indicativo, dal momento che induce un’associazione immediata con gli oligoelementi, ovvero le piccole quantità (oligo in greco significa appunto “poco”) di minerali presenti nell’organismo umano, come sodio, potassio, magnesio, calcio, ferro, rame, zinco e molti altri.

Questi elementi metallici si trovano negli organismi viventi sotto forma di ioni e ricoprono essenzialmente due funzioni: un ruolo strutturale nella costituzione delle proteine e un ruolo funzionale nel trasporto dell’ossigeno.

L’attività degli ioni è regolata dai metalloenzimi, ovvero quei catalizzatori biologici in grado di aumentare la velocità delle reazioni chimiche che avvengono continuamente all’interno delle cellule: per capire l’importanza dell’azione di questi componenti, basti pensare che quasi la metà degli enzimi finora scoperti sono metalloenzimi.  

Ed è proprio sulla funzionalità di questi ultimi che interviene l’oligoterapia, sbloccando quelle vie enzimatiche che possono essere state disattivate a causa di svariati motivi, come l’assunzione di farmaci o di additivi alimentari (coloranti, conservanti, esaltatori di sapidità, dolcificanti e così via).
   
«Trattandosi di componenti naturali, è evidente che gli oligoelementi possono essere impiegati da tutti – spiega la dottoressa Caterina Origlia, medico chirurgo specializzata in Medicina Interna e in Terapia Olistica – L’oligoterapia è indicata praticamente per tutto, e può essere utilizzata anche in assenza di disturbi particolari come valido strumento per la conservazione del benessere generale. Le controindicazioni sono davvero ridotte: si preferisce evitare lo zinco nei confronti di pazienti malati di tumore, anche se – sulla base degli studi finora condotti – permangono dei dubbi sulla necessità di evitarne l’impiego, poiché le dosi sono minime».

L’oligoterapia può quindi essere impiegata sia a scopo preventivo, consentendo il mantenimento della corretta funzione dei metalloenzimi, sia curativo.

«L’oligoterapia riattiva la funzione cellulare e può essere anche di sostegno a qualsiasi altra terapia, sia essa naturale oppure no. La cura è sempre necessariamente personalizzata e pertanto è necessario rivolgersi a uno specialista, che saprà individuare gli enzimi bloccati e suggerire la terapia più indicata. La durata della terapia è variabile ed è possibile anche programmarla a cicli».


Naturalmente la cura oligoterapica non basta a sé stessa e va sempre inserita all’interno di uno stile di vita sano, in cui sia ridotta al minimo l’influenza di tutti i possibili agenti bloccanti. Per quanto riguarda il periodo per intraprendere un ciclo di cure, non c’è un momento migliore rispetto ad altri, anche se deve essere un esperto del settore a suggerire la terapia più adeguata e le tempistiche più idonee per ciascun paziente.

«C’è poi una gradualità di livelli di intervento – conclude la dottoressa Origlia – Anche il farmacista, ad uno stadio iniziale, è in grado di fornire preziose indicazioni, ma nei casi più complessi è sempre opportuno rivolgersi al proprio medico o a un medico nutrizionista. L’oligterapia è anche la terapia di passaggio tra terapia farmacologica e terapia biofisica. Purtroppo, essendo poco divulgata, è ancora scarsamente utilizzata, ma è auspicabile che nei prossimi anni la ricerca clinica riesca a mettere in debita luce le prerogative e le opportunità di questa terapia, aumentandone di conseguenza la popolarità e la rilevanza nel contesto del mantenimento dello stato di salute».

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