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Peperoncino: un fuoco di salute

Aumenta il senso di sazietà e riduce l'appetito

Sanihelp.it – La capsaicina, il componente che conferisce al peperoncino il caratteristico gusto piccante, può aiutare in modo naturale chi è a dieta e vuole dimagrire.


Il Centro Studi dell’alimentazione dell’NFI – Nutrition Foundation of Italy segnala due recenti studi scientifici che confermano che questo alcaloide può avere un effetto favorevole sul controllo dell’appetito, sulla spesa energetica e sull’ossidazione dei grassi.
Aumentando il flusso di sangue a livello gastrointestinale, la capsaicina sarebbe infatti in grado di modulare i neuroni che influenzano la motilità intestinale e il rilascio di ormoni da parte delle cellule intestinali, influenzando così l’appetito e la sazietà.

Nel primo studio, pubblicato sull’European Journal of Nutrition, sono stati testati gli effetti di un pasto contenente capsaicina sugli ormoni di origine intestinale, sul dispendio energetico, sull’ossidazione dei substrati e sul senso di sazietà post prandiale. L’assunzione del peperoncino è risultata associata all’aumento significativo, nei 15 minuti successivi, di GLP-1 o ormone della sazietà, e a una tendenza alla riduzione della grelina o ormone dell’appetito.

Il secondo studio, pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition, è stato osservato come il peperone dolce del tipo CH-19 (una varietà priva del caratteristico gusto pungente e arricchita in composti bioattivi) e la combinazione di capsaicina e tè verde ricco di catechine possano ridurre l’appetito e l’assunzione di calorie al pasto successivo, indipendentemente dall’apporto energetico complessivo e dalla sua distribuzione nei diversi pasti della giornata.

I ricercatori hanno quindi concluso che queste sostanze bioattive potrebbero essere utili nel ridurre l’assunzione di calorie e prevenire l’aumento di peso e, nel caso di una dieta mirata al controllo ponderale, potrebbero aiutare a mantenere più a lungo il senso di sazietà e a placare il senso di fame.

Ma quelle sul metabolismo e il mantenimento del peso ottimale non sono le uniche proprietà benefiche di questa pianta focosa, conosciuta e utilizzata per le sue virtù terapeutiche già nell’antica medicina cinese. Sempre alla capsaicina, infatti, sono dovute le proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche del peperoncino, che può quindi essere usato per alleviare dolori vari, sia di origine traumatica (torcicollo, contusioni, lividi) che cronica (artrite).

Il peperoncino vanta anche il più alto contenuto di vitamina C di tutti i vegetali (100 grammi ne contengono 229 milligrammi), e questo lo rende un valido scudo contro infezioni, malattie da raffreddamento e disturbi circolatori. In più la niacina (o vitamina PP) mantiene elastici i capillari e la vitamina E accresce la capacità di ossigenazione del sangue.


Un consumo abituale di peperoncino crudo nell’alimentazione, dunque, stimola la circolazione del sangue , previene e cura emorroidi e vene varicose, aiuta la digestione, mantiene alto il tono dell’umore.
A scopo terapeutico, invece, il peperoncino si può acquistare sotto diverse formulazioni, sia per uso interno che esterno: polveri, tinture madri, creme, infusi, capsule gastroresistenti, cerotti, ecc.

Molti di questi rimedi richiedono però un uso prolungato e continuativo, pertanto prima di iniziare è meglio consultare il proprio medico per conoscere eventuali controindicazioni, effetti collaterali e interazioni con terapie già in corso.

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