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Pediatri: sì all’omeopatia

I risultati di un'indagine e i consigli per le mamme

Sanihelp.it – In aumento l’uso delle medicine complementari nei bambini: un pediatra su quattro le prescrive. E probabilmente il numero è sottostimato, secondo l'ipotesi di Alberto Ugazio, presidente della Sip (Società italiana di pediatria), perché molti non ammettono questa abitudine.


Sono stati raccolti i dati inviati attraverso un questionario di 1233 pediatri: il 23% usano le medicine non convenzionali, quasi tutti (8 su 10) associandole ai farmaci. Prevale dunque l’opinione che il comportamento più corretto sia quello di considerare i due interventi complementari e non sostitutivi l’uno dell’altro.

Prevale l’uso della fitoterapia
, 82,5%, seguita da omeopatia, 74,9% e agopuntura, 5,8%. Le malattie per cui più frequentemente si prescrive sono raffreddore, tonsilliti, influenza, allergie ed eczemi.

Non è infrequente che la richiesta parta dai genitori. La richiesta dipende da scelte personali, perché consigliati da parenti e amici o da altri medici o per aver letto articoli sui giornali. E quel 77% di medici che limitano la prescrizione ai soli farmaci tradizionali si mantengono su questa linea perché ritengono fitoterapia, omeopatia e le altre inefficaci, e alcuni pure dannose.

Ai genitori interessati a usare i rimedi naturali si consiglia comunque di consultare sempre un omeopata professionista. Secondo Robert Bourgarit, pediatra e omeopata autore del manuale Omeopatia per i vostri bambini, infatti, è bene ricordare che i rimedi consigliati nei manuali omeopatici non sostituiscono le prescrizioni mediche, ma sono indicazioni di massima per collaborare meglio con il medico.

È fondamentale imparare a distinguere i casi in cui ci si può assumere personalmente la responsabilità di una cura, dalle vere e proprie emergenze mediche. Spesso non è facile dare un’interpretazione giusta del livello di gravità della situazione ed è meglio consultare il pediatra.

È bene anche somministrate un solo rimedio alla volta, lasciandolo agire per almeno 24 ore, e non mischiare rimedi omeopatici con farmaci: è una decisione che spetta solo a un medico. In caso di dubbio su un rimedio, non va dato, perché non è vero che non può dare effetti collaterali. E se il bimbo non migliora, bisogna farlo visitare entro 24-48 ore: il tempo di azione di un rimedio nelle malattie acute è in genere rapido.

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