Sanihelp.it – Il termine diabete è utilizzato per indicare tutte le malattie e condizioni che portano all’iperglicemia, ovvero a un livello eccessivo di zuccheri nel sangue.
La forma più comune di diabete è il diabete di tipo 2 (DM2), detto anche non insulino-dipendente, malattia metabolica in cui la ridotta capacità dell’organismo di produrre o utilizzare l’insulina (un ormone che consente al glucosio di essere assorbito dalle cellule ed essere utilizzato come fonte energetica) causa un accumulo di glucosio nel sangue, con effetti molto dannosi per l’organismo.
Il diabete di tipo 1, variante meno diffusa, è invece dovuto a una reazione auto-nociva del sistema immunitario, che aggredisce le cellule beta del pancreas bloccando la produzione di insulina: la carenza di questo ormone non consente al glucosio di essere assorbito dalle cellule e provoca un esito analogo al DM2, ovvero un accumulo nel sangue del glucosio in eccesso.
I rischi che comporta un’alta concentrazione di zuccheri nel sangue per un periodo di tempo prolungato sono molteplici e comprendono malattie cardiovascolari (come infarti, ictus e scompensi cardiaci), neuropatie (ovvero il danneggiamento dei piccoli vasi che portano nutrimento ai nervi), nefropatie (il danneggiamento dei vasi sanguigni presenti nei reni) e complicanze oculari come la perdita progressiva della vista.
La somministrazione di insulina è quindi un essenziale strumento di controllo dei livelli di glicemia nel sangue, anche se l'approccio terapeutico promosso dalla medicina tradizionale e da quella alternativa cambia considerevolmente: infatti, nonostante entrambe riconoscano l'importanza dell'insulina nella cura del diabete, la medicina tradizionale (concependo il diabete come una malattia cronica e incurabile) considera l'insulina come terapia vitale e perenne, mentre alcuni esponenti della medicina alternativa affermano che la rimozione dell'infiammazione organica (causata da uno stile di vita insalubre) permetta al corpo di guarire da questa malattia. Questo significa che l'insulina potrebbe essere il punto di partenza a cui accompagnare un cambiamento dello stile di vita che, sul lungo periodo, potrebbe addirittura ripristinare completamente la salute del soggetto.
I comportamenti suggeriti sono quindi volti non solo a migliorare l'efficacia della terapia farmacologica, ma anche a correggere uno stile di vita insalubre, quasi sempre causa primaria dell'insorgenza del diabete.
Innanzitutto, quando la glicemia raggiunge livelli troppo elevati, l’organismo tenta di espellere il glucosio in eccesso tramite le urine, causando una minzione frequente (ovvero episodi di espulsione delle urine che superano le otto volte al giorno). È quindi importantissimo per coloro che sono affetti da iperglicemia e diabete, bere almeno due litri di acqua al giorno: in questi soggetti infatti, la disidratazione può causare non solo malessere diffuso, nausea e capogiri, ma anche eventi pericolosissimi per la vita, come il coma diabetico.
Inoltre è bene ricordare di:
– perdere peso in caso di sovrappeso, migliorando il regime alimentare e facendo attività sportiva: così facendo si potrebbe infatti aumentare l'efficacia dell'insulina che l'organismo stesso produce, migliorando sensibilmente la qualità di vita;
– controllare l’alimentazione evitando l’assunzione di dolci e di alimenti ricchi di zuccheri, e aumentando nel contempo l’assunzione di fibre;
– assumere vitamine come la B12, la B6 e lo inositolo (vitamina del gruppo B), che potrebbero aiutare a prevenire le lesioni causate dalle neuropatie;
– ovviare alla carenza di magnesio, elemento che potrebbe diminuire il rischio di malattie cardiache (rimedio fortemente sconsigliato a chi soffre di insufficienza renale);
– assumere alimenti dalle proprietà antiossidanti (contenuti nella maggior parte dei cibi di origine vegetale e in particolare in prodotti come il cavolo verde, gli spinaci, il pompelmo, le arance) che possono ridurre i danni causati dall’iperglicemia e aumentare la sensibilità all'insulina.
Partendo da una cura consapevole di sé tramite questi piccoli accorgimenti, la cura (e la prevenzione) del diabete potrebbe non solo disporre di preziosi alleati, ma forse in futuro persino bastare a sè stessa.