Sanihelp.it – L’inquinamento ambientale ed il notevole aumento delle sostanza chimiche con cui il nostro corpo entra in contatto quotidianamente, ha causato negli ultimi tempi, sia tra gli adulti che tra i più piccini, una crescita significativa delle patologie allergiche.
Alcuni componenti inquinanti come ozono, polveri sottili e fumi, possono infatti insediarsi sulla superficie di pollini e di alimenti, inducendo l’organismo a produrre antigeni IgE (o reagine) e contribuendo quindi ad aumentare la sensibilità – soprattutto in questo periodo in cui la primavera è ormai alle porte – di soggetti predisposti o già allergici.
La risposta immunitaria dell’organismo nei confronti di una sostanza normalmente innocua che viene invece riconosciuta come potenzialmente pericolosa (allergene), causa infatti la produzione degli anticorpi IgE, che combinandosi con l’allergene nel tentativo di neutralizzarlo, producono istamina.
Quest’ultima, non è altro che l’enzima responsabile della sintomatologia connessa alla reazione allergica, reazione che può manifestarsi a livello cutaneo oppure coinvolgere il tratto respiratorio, gastrointestinale o l’apparato cardiocircolatorio.
Soprattutto per le allergie che colpiscono la cute e l’apparato respiratorio, un ottimo rimedio per alleviare i sintomi sono le cure termali, che utilizzano come mezzo curativo le acque minerali o i loro derivati, i fanghi, le muffe, i vapori e le nebulizzazioni.
Per quanto riguarda le affezioni delle vie aeree (che comprendono raffreddori, crisi di starnuti, fotofobia, lacrimazione e asma bronchiale), il beneficio dalle cure termali si può individuare in una evidente attenuazione della sintomatologia, che sarà ancor più manifesta nel caso di forme allergiche complicate da infiammazioni.
Anche per quanto riguarda dermatiti o eczemi da contatto, i benefici delle cure termali sono assolutamente rilevabili, soprattutto nei pazienti in cui il disturbo è cronicizzato o complicato da infiammazioni e infezioni.
«I cicli termali hanno una durata media di dodici giorni e possono essere effettuati in regime di convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale semplicemente presentando al centro termale la prescrizione del medico o del pediatra di base compilata secondo la normativa vigente – spiega il dottor Attilio Menconi Orsini, specialista in Idrologia medica e cardiologica e Consulente medico scientifico del Consorzio Terme Emilia Romagna – Il ciclo di cura dovrà essere completato entro sessanta giorni dalla prima seduta».
Anche se il processo di adattamento dell’organismo alla cura potrebbe portare nel corso del ciclo o nel periodo immediatamente successivo una riacutizzazione della sintomatologia (crisi termale), i benefici delle cure termali sul lungo periodo potranno far rilevare al paziente la possibile riduzione del numero e dell’intensità degli episodi connessi a reazioni di tipo allergico.
Bisogna infine ricordare che, all’inizio del mese di marzo, la medicina termale e l’idroterapia sono state inserite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nella Medicina tradizionale e complementare.
Grazie allo Studio Hydroglobe che ha visto la collaborazione della Fondazione per la Ricerca Scientifica Termale (FoRST) con la Fondazione Mondiale del Termalismo e della Climoterapia (FEMTEC), è stato infatti possibile effettuare un’analisi su 2700 strutture termali sparse in dieci Paesi nel mondo (Russia, Italia, Cina, Francia, Romania, Ungheria, Polonia, Tunisia, Portogallo e Cuba), analisi che ha permesso di rilevare non solo come la medicina termale sia in grado di rispondere efficacemente ai bisogni di salute e benessere di pazienti affetti da problemi dell’apparato muscolo-scheletrico, affezioni respiratorie e problemi legati all’apparato digerente, ma anche di collocare l’Italia tra i paesi più avanzati al mondo in questa disciplina.