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Pistacchi, afrodisiaco naturale

Aiuta anche nelle disfunzioni sessuali

Sanihelp.it – Si dice che nell’antica Persia coloro che si amavano avessero l’abitudine d’incontrarsi sotto gli alberi di pistacchio e di ascoltare il crepitio dei frutti che si schiudevano alla luce della luna. Segno che sarebbero stati felici!


Da allora , il legame tra cuore e pistacchi è diventato anche oggetto di studi scientifici, che hanno sottolineato come un consumo abituale di questo alimento possa avere effetti benefici sull’attività cardiovascolare.

Un recente studio scientifico pubblicato sull’International Journal of Impotence Research dimostra che i pistacchi possono avere effetti positivi sul trattamento della disfunzione erettile. Dall’analisi dei risultati è emerso che, dopo la dieta, il problema della disfunzione erettile si era sensibilmente ridotto, erano migliorati i parametri di funzionalità vascolare si erano evidenziati netti miglioramenti rispetto alla colesterolemia.

Secondo gli autori, l’efficacia del consumo di pistacchi nel contrastare la disfunzione erettile potrebbe collegarsi a diversi fattori, fra cui la presenza abbondante di antiossidanti che favoriscono l’elasticità dei vasi sanguigni e proteggono dalla formazione di placche aterosclerotiche, e il contenuto elevato di arginina, un aminoacido che aiuta a preservare la flessibilità delle arterie e a migliorare il flusso sanguigno.

In occasione di San Valentino, l’American Pistachio Growers (l'associazione americana che rappresenta i coltivatori di pistacchi e i partner del settore in California, Arizona e New Messico) lancia una campagna internazionale che si svolge contemporaneamente anche in Francia, Germania, Spagna, Regno Unito, Giappone e Cina, per sottolineare i benefici dei pistacchi sulla salute del cuore.

I pistacchi fanno bene all’amore perché:

– tra i vari tipi di frutta a guscio e semi, sono i più ricchi di fitosteroli, sostanze in grado di ridurre l’assorbimento intestinale del colesterolo assunto con gli alimenti
contengono grassi salutari per il cuore: sebbene il pistacchio sia ricco di grassi (13g a porzione), quasi il 90% di questi sono di tipo insaturo: il 55% è composto da monoinsaturi, in gran parte acido oleico e il 32% da polinsaturi, principalmente acido linoleico; questi tipi di grassi riducono la colesterolemia e il rischio di malattie cardiache quando sostituiscono quelli saturi presenti nella dieta


– contengono grandi quantità di luteina, beta-carotene e gamma-tocoferolo, tre antiossidanti che agiscono positivamente anche come fattori cardioprotettivi, ostacolando la formazione delle placche aterosclerotiche

– forniscono molta arginina, un aminoacido che aiuta a prevenire l’indurimento delle arterie contribuendo a mantenerle resistenti ed elastiche

– contengono un’ampia e variegata gamma di antiossidanti: 100g di pistacchi hanno un potere antiossidante maggiore di mirtilli, more, dell’aglio e del succo di melograno.

«Grazie a tutte queste proprietà, i pistacchi possono essere considerati parte integrante di una dieta protettiva per il cuore – dice il professor Giorgio Donegani (esperto in nutrizione ed educazione alimentare e Presidente di Food Education Italy) – Studi scientifici dimostrano che consumare quantità controllate di pistacchi (30 grammi al giorno, corrispondente a circa 49 pistacchi) può aiutare a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo e i trigliceridi nel sangue, a migliorare i parametri legati a stati infiammatori e a mantenere i vasi sanguigni in salute».

Per queste caratteristiche i pistacchi americani hanno ottenuto di recente il simbolo heart-check dell’American heart association, che aiuta i consumatori a identificare gli alimenti che fanno bene al cuore.

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