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Prevenire i disturbi invernali con l’omeopatia

Ecco i consigli della dottoressa Valeria Petitto

Sanihelp.it – Per affrontare l'influenza e le sindromi parainfluenzali (come il raffreddore comune) è possibile sfruttare le cure dolci dell’omeopatia, utilizzando efficacemente dei rimedi naturali che agiscono aumentando le difese immunitarie e quindi proteggendo l’organismo dai virus influenzali e dalle malattie da raffreddamento tipiche della stagione invernale.


«Settembre è il mese adatto per prepararsi al meglio al cambio di stagione e iniziare la prevenzione dai disturbi invernali – afferma la dottoressa Valentina Petitto, Dottore di ricerca in Scienze Botaniche nonché farmacista della Farmacia Petitto di Roma – Ai miei pazienti consiglio medicinali omeopatici come Anas barbarie 200k da settembre fino a marzo (una dose una volta alla settimana), un farmaco omeopatico che aiuta a ridurre la possibilità di ammalarsi anche in soggetti particolarmente sensibili, come i bambini in età scolare e gli anziani».

Nella prevenzione dalle malattie invernali poi, risultano molto utili anche integratori a base di Sambuco, Uncaria e Malva, disponibili in capsule o sciroppo da assumere per almeno tre mesi facendo cicli di venti giorni. 

«Per rinforzare l’organismo e arrivare pronti al cambio di stagione – aggiunge quindi la dottoressa Petitto – consiglio integratori a base di Equiseto e Miglio (che si trovano in commercio, anche insieme, sotto forma di capsule da assumere quotidianamente per cicli di almeno due mesi) oltre alla sana abitudine di assumere Pappa Reale, che va presa tutte le mattine a digiuno per cicli di un mese». 

Considerando poi che tosse, raffreddore ed infiammazioni delle vie respiratorie tendono a colpire maggiormente, e con un decorso più lungo e complesso, i fumatori (che a causa del dannoso vizio subiscono una riduzione significativa delle difese immunitarie locali di gola e bronchi), tra le strategie preventive da attuare contro l’influenza sarebbe bene far rientrare anche l’abbandono delle sigarette.

«È normale che le prime settimane di disassuefazione siano caratterizzate da nervosismo, disturbi del sonno, stipsi e talvolta aumento dell’appetito, con conseguente aumento di peso – spiega la dottoressa Petitto – A questi pazienti consiglio alcuni medicinali omeopatici che, fra l’altro, sono anche compatibili con l’uso dei patch. Sistematicamente suggerisco allora di assumere cinque granuli per due volte al giorno di Nux vomica 15 CH, Lobelia 7 CH e Staphysagria 15 CH (sciogliendoli in bocca, possibilmente sotto la lingua). Se subentrano irritabilità e nervosismo, si può associare Datif PC (due compresse per tre volte al giorno, lasciandole sciogliere lentamente in bocca). Ai forti fumatori che decidono di smettere ma fanno però molta fatica, suggerisco anche Tabacum 30 CH, quattro granuli per tre volte al giorno, da lasciar sciogliere in bocca possibilmente sotto la lingua».

Anche la fitoterapia, ovvero quella pratica che prevede l’utilizzo di piante o estratti di piante, può fornire un prezioso supporto nel periodo di disassuefazione dal fumo.


«Esiste un ‘cocktail’ di fiori di Bach che può essere utile a supporto della forza di volontà ed è specifico per chi smette di fumare, ovvero Walnut, Crab Apple, Agrimony, Impatiens e Cherry Plum, che il farmacista può preparare in diluizione idroalcolica – conlude la dottoressa Petitto – La posologia è di quattro gocce sotto la lingua per quattro o sei volte al giorno».

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