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Il futuro dell’omeopatia? In continua evoluzione

La parola a Christian Boiron

Sanihelp.it – «L’omeopatia è presente praticamente in tutti i Paesi del mondo, ed è una realtà consolidata in moltissimi ospedali. Sono 400.000 gli operatori della salute che consigliano medicinali omeopatici, mentre i pazienti che si curano anche con questi farmaci sono 300 milioni» ha dichiarato Christian Boiron, direttore generale dell’omonimo Gruppo farmaceutico, nel corso di una conferenza stampa tenutasi la scorsa settimana presso la sede italiana della nota azienda francese.


«Le polemiche sull’efficacia dell’omeopatia non ci sono solo in Italia – prosegue Boiron – Per intanto rimango convinto che, se un giorno arriveremo a conoscere il meccanismo d’azione in base al quale i medicinali omeopatici danno prove di efficacia, oggi bisognerebbe tornare a pensare che la ricerca non debba dimostrare e convincere, ma piuttosto capire, comprendere, trovare, progredire».

Insomma, a seguito delle polemiche che hanno accompagnato l’uscita del saggio ‘Acqua fresca? Tutto quello che bisogna sapere sull’omeopatia’ curato da Silvio Garattini, anche Christian Boiron si è sentito in dovere di esprimere la propria opinione rispetto alle accuse di presunta inefficacia dell’omeopatia, una voce che si va ad aggiungere al coro di risposte già sollevato dalle associazioni di medici omeopati SIOMI e FIAMO nonché dall’Associazione di Pazienti Omeopatici (APO).

Proprio in merito all’affermazione del professor Grattini, secondo cui «nei preparati omeopatici non c’è alcun principio attivo: sono proprio acqua fresca», gli esperti in omeopatia avevano infatti evidenziato come «i farmaci omeopatici siano presenti sul mercato in diverse diluizioni, ed il 70% dei medicinali omeopatici in commercio a livello mondiale sia a concentrazioni molecolari. Eccettuato il fatto che in una diluizione 5CH di un medicinale omeopatico si agitano miliardi di molecole di principio attivo, esiste poi un nuovo filone della farmacologia, la farmacologia delle microdosi, che permette di avere conferme scientifiche sulle attività di medicinali ultralow (cioè privi di molecole)».

Anche rispetto alla dichiarazione secondo cui «la legislazione europea impone ai prodotti omeopatici di scrivere che non hanno nessuna base scientifica e non possono avere un’indicazione terapeutica» effettuata sempre dal professor Grattini, gli esponenti di SIOMI, FIAMO e APO hanno replicato che «nessuna Direttiva Europea e nessuna legge nazionale sul farmaco sostiene che i medicinali omeopatici non abbiano nessuna base scientifica e che questa frase debba essere riportata sulle confezioni. Per quanto riguarda le indicazioni terapeutiche anzi, la Direttiva Europea 2001/83/CE prevede la possibilità di apporle, secondo delle linee guida basate sulla tradizione omeopatica che la stragrande maggioranza dei Paesi Europei ha già emesso. L’Italia è uno dei pochissimi Paesi a essere in ritardo sull’emissione di tali linee guida, ed è questo il motivo per cui qui, sulle confezioni, si deve apporre la dicitura ‘senza indicazioni terapeutiche approvate’».

Insomma il dibattito sull’omeopatia prosegue, anche se nella volontà e nella prospettiva di Christian Boiron rimane l’intento di promuovere una ricerca scientifica mossa dalla creatività, che non si limiti ad una mera ed esecutiva ‘applicazione delle regole’ ma che piuttosto consenta di ‘pensare’ e di tendere verso un’evoluzione focalizzata più sull’efficacia del medicinale omeopatico, che non sulla comprensione del meccanismo d’azione.

«In questo momento sono concentrato sul far progredire l’omeopatia – conclude infatti Boiron – Ho scritto un libro, che uscirà nei prossimi mesi anche in Italia, e che si intitolerà ‘100 anni di ricerca in omeopatia’. In questo libro parlo dei tanti interrogativi che negli anni ci siamo posti, e delle tante risposte date, senza negare gli ambiti ancora da chiarire e su cui ricercare».


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