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Insonnia, ecco cosa si può fare

Buonanotte!

Sanihelp.it – C'è chi non aspetta altro che il momento di mettersi a letto. E poi c'è  un numerosissimo esercito silenzioso di persone che per svariate ragioni hanno difficoltà ad addormentarsi, e trascorrono le notti insonni.


Il dormire, così come il non dormire, sono temi profondamente cari a Dalfilo, startup innovativa che rivoluziona il settore della biancheria per la casa, che si dedica da sempre a rendere il sonno sempre più piacevole e riposante. Ed è proprio per questo che Dalfilo dialoga con Carlotta Sisti, giornalista di attualità, che per lavoro ha scritto di moltissimi temi, ma ce n’è uno che ha sempre evitato, l’insonnia, fino a farla diventare il centro di un progetto: Insonni, un podcast di Chora Media. I

«Ho sempre messo una certa distanza tra la mia professione e le cose che mi riguardano, quindi ho schivato agilmente l’argomento, fino a che non ho deciso di farlo diventare il centro di un nuovo progetto. Si tratta di Insonni ed è un podcast di Chora Media, realizzato per la Chora Academy, nel quale ho deciso di andare »all in» e raccontare tutto quello che non avevo mai rivelato prima, nemmeno alle amiche più care. L’ho fatto perché so che chi soffre di disturbi del sonno può provare imbarazzo, vergogna, smarrimento, rabbia. So anche che scoprire di soffrire di insonnia quando si è molto piccoli, com’è successo a me, può andare di pari passo con la scoperta precoce dell’invidia. Invidia per chi dorme sempre, ovunque e comunque. Per me è andata così. Fin da piccola, alle notti passate senza dormire, associo la sensazione di essere diversa, mal funzionante. Grazie ad Insonni questa sensazione è sfumata, oggi la avverto a malapena. Perché raccontare la mia storia e tutti i tentativi compiuti per cercare di fare pace con il dormire, non è stato solo liberatorio, ma mi ha restituito indietro anche un coro di comprensione e vicinanza da parte di chi lo sta ascoltando. Ma Insonni non parla solo della mia storia: intorno a me, infatti, ho radunato un gruppo di »colleghi» (dalla scrittrice Veronica Raimo al dj Populous) tutti accomunati dal tentativo di convivere con questa condizione, con la speranza di chiudere gli occhi e addormentarsi, notte dopo notte», racconta Carlotta Sisti.

«C’è una scena di una serie tv che si intitola High Maintenance in cui un venditore di materassi dice al protagonista di non sapere quale sia il materasso migliore perché »dormire mi terrorizza a morte». Ecco, da bambina il mio rapporto con il sonno era riassumibile in quella frase. Facendo un passo indietro, credo che la paura del sonno, che ho visto essere più comune di quanto pensassi, abbia a che fare con la paura di perdere il controllo. E a sua volta la paura di perdere il controllo ha a che fare con i grandi temi esistenziali, per questo la seconda puntata del podcast, la più allegra senza dubbio (scherzo, non spaventatevi, poi giuro che ci si diverte anche) si intitola Dormire è morire. Altri insonni, che hanno un rapporto decisamente più sereno con il loro disturbo, mi hanno raccontato considerare le ore passate a dormire come una perdita di tempo, quindi anche essere delle persone iperattive è evidentemente un problema, quando si tratta di riuscire a spegnersi. Alcuni hanno smesso di dormire dopo un trauma, altri si sentono particolarmente vulnerabili rispetto agli eventi drammatici che accadono su questo pianeta, mentre altri, ed è forse la fase più delicata e complessa, stanno ancora cercando di capire il perché di questo loro »malfunzionamento»», spiega l’autrice.

«Quello della scrittrice Veronica Raimo, perché è stata la prima in assoluto che ho contattato ben due estati fa e che ha accettato subito di partecipare al progetto in nome, come mi disse ai tempi, della »sorellanza di insonnia», e la cui storia è specchio della mia. E poi quello di Giulia, che m’ha fatto scoprire l’esistenza di un disturbo che non conoscevo, la »clinofobia». Un racconto molto intenso e toccante, per più ragioni», afferma Carlotta.

«Gli step degli insonni cronici per riuscire a dormire almeno un paio di ore, spesso partono  dai rimedi naturali, per poi passare alle maniere forti. Alla chimica. E lì, però, è facile combinare qualche casino. Ma poi può succedere che si riesca a passare ad una gestione più assennata del tutto. Più o meno. Anche se da parecchio tempo riesco a dormire quasi ogni notte, mi sento e mi sentirò per sempre insonne. Ma sono venuta a patti con la paura di finire di nuovo in quel loop, anche grazie ad una persona, che è mio marito Marco, che non mi ha più fatta sentire sola, di notte. E che, invece, da subito mi ha detto:»Quello che provi mi riguarda, è anche mio. Quello che ti fa paura, non fa paura solo a te, lo sento anche io. Se non puoi dormire, in questo momento, non potrò nemmeno io e quando scemerà lo spettro dell’onda nera, dormiremo entrambi»», rivela la giornalista.

«Passare dall’essere una giovanissima insonne ad una decisamente più adulta significa soprattutto una cosa: imparare a non mettersi più in pessime, tragiche situazioni che non possono che portare ad episodi estremi di assenza di sonno. Se le amiche che hanno il super potere di addormentarsi in 30 secondi, organizzano una tre notti nel campeggio di un festival (fatto, fatto e rifatto), ovviamente si va, ma si prenota un b&b. Quando si organizza una vacanza, amici insonni, siate maniacali nella scelta dell’hotel: ne avete diritto visto che già convivete con un certo tipo di fardello. A seconda di quali siano le vostre fisime, assecondatele tutte. Personalmente, ho bisogno del buio totale (ma ci sono le mascherine, quindi okay), del silenzio assoluto (hello tappi, my old friends), del wi-fi (che metti che proprio non è cosa, almeno mi guardo un film) e di qualcosa di morbido (sì, come i bambini, ma ormai non mi vergogno più di nulla) tipo un cuscino con una federa da sogno. Se anche le lenzuola sono lisce e magari pure profumate, i bookmaker daranno una buona riuscita dell’impresa al 90%», ci dice Carlotta.


«Tessuti di origine naturale. Il cotone è il mio preferito, perché è leggero, morbido, rimane profumato a lungo. Il raso mi ricorda le lenzuola del letto della casa al mare della nonna, quindi gli voglio bene. La seta mi manca, ma sarei ben felice di darle una chance», conclude l’autrice Carlotta Sisti.

 

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