Sanihelp.it – Quando pensiamo al limone e alle sue proprietà nutrizionali tendiamo istintivamente ad associarlo alla vitamina C. In realtà, il limone è un frutto estremamente versatile non solo nel suo utilizzo in cucina ma anche nella sua capacità di offrire vantaggi nutrizionali e salutistici di grande interesse. Ce lo spiega il professor Luca Piretta, nutrizionista e gastroenterologo dell’Università Campus Biomedico di Roma.
In 100 g della parte commestibile del frutto del limone sono presenti 91,5 g di acqua e solo 16 calorie, delle quali quasi la totalità è offerta da zuccheri solubili e solo in piccolissima parte da proteine (0.6 g) mentre i grassi sono totalmente assenti. Da non trascurare la quantità di fibre (1,9 g) in gran parte rappresentate da pectina, una fibra solubile nota per la su capacità di ridurre l’assorbimento di zuccheri e grassi, e per il suo effetto prebiotico in grado di selezionare e consentire lo sviluppo di un sano microbiota intestinale.
I veri benefici salutistici del limone derivano però da principi attivi diversi dai macronutrienti calorici e dalle fibre. Il più noto a tutti è la vitamina C. Questa importantissima molecola, nota anche come acido ascorbico, serve per la sintesi del collagene, sostanza deputata a costituire buona parte del tessuto connettivo di pelle e organi; è molto utile, infatti, a ridurre gli effetti del sole sulla perdita di elasticità della pelle (ricordiamo i marinai affetti da scorbuto nei secoli passati).
Il collagene mantiene integre le pareti dei vasi e quindi conferisce una corretta protezione per gli effetti di vasodilatazione del sole e del caldo sulle vene delle gambe. Il limone grazie alla vitamina C, inoltre, è un potente antiossidante e agisce ammortizzando gli effetti negativi dei radicali liberi, come preventivo della comparsa di alcune forme di tumore, esercita una potente azione antiaging e coadiuva il sistema immunitario. I livelli di assunzione di riferimento per la popolazione italiana (LARN) consigliano una quantità di vitamina C pari a 100 mg/die (100 g di succo di limone ne contengono 43 mg; quindi, un succo di 2 limoni coprirebbe il fabbisogno giornaliero).
È importante ricordare che i fumatori introducono una maggiore quantità di radicali liberi e pertanto sarebbe auspicabile che assumessero una quantità di vitamina C superiore. Questa vitamina infine interviene nelle reazioni chimiche che portano alla sintesi di adrenalina, sali biliari, ormoni steroidei e nella rigenerazione della vitamina E. Un’altra particolarità della vitamina C è quella di favorire l’assorbimento del ferro; quindi, è molto importante consigliare l’utilizzo dei limoni alle persone che soffrono di anemia.
Può essere utile spremerlo sulla carne e sul pesce proprio per questa azione riducente sul ferro che passando dalla forma ferrica Fe3+ a quella ferrosa Fe2+ si rende molto più biodisponibile e di conseguenza meglio sfruttabile dall’organismo. Ma nel limone troviamo anche altre vitamine importanti, anche se in minore quantità, come quelle del gruppo B e in particolare la B1, la B2 (necessarie per consentire la conversione dei nutrienti in energia) e la B3 (o niacina che oltre a proteggere i vasi sanguigni e la pelle permette la respirazione cellulare e la formazione dell’ATP per il corretto trasporto dell’energia).
La presenza nel limone dell’acido citrico aiuta a prevenire la comparsa dei calcoli renali che si possono formare in caso di ipocitraturia (2). Questa condizione (presenza di citrato urinario < 350 mg/die), presente nel 40-50% dei soggetti formatori di calcoli calcici, promuove la formazione dei calcoli di calcio perché in condizioni normali il citrato lega il calcio urinario e inibisce la cristallizzazione dei sali di calcio. Inoltre, l’acido citrico al contrario di ciò che viene spontaneo pensare, alcalinizza le urine trasformandosi in citrato di potassio ostacolando in questo modo la cristallizzazione degli ossalati.
Non trascurabile anche la presenza di sali minerali come il potassio (utile alla trasmissione degli impulsi nervosi, alla contrazione muscolare e cardiaca, a mantenere l’equilibrio acido-base e a consentire la secrezione acida dello stomaco), il calcio e il fosforo (necessari per aiutare il metabolismo dell’osso, per consentire la trasmissione dele informazioni cellulari e il trasporto dell’energia).
Il limone contiene una grande quantità di altre molecole bioattive molto utili allo stato di salute come polifenoli, flavonoidi, oli aromatici e composti volatili che hanno dimostrato di svolgere azioni antiossidanti e protettive di grande
rilievo. Molti studi scientifici hanno dimostrato, infatti, l’importanza nella prevenzione di malattie grazie a tutte queste sostanze contenute nel limone quando impiegato in un corretto regime alimentare. Una metanalisi pubblicata recentemente ha dimostrato un rapporto inverso tra iI consumo di frutta e verdure, in particolare di limoni, e la comparsa di patologie cardiovascolari e la mortalità per ogni causa compreso il cancro. In particolare, il consumo di limoni si è rivelato essere protettivo nei confronti del tumore del seno, della laringe e del tratto digerente.
Già altri studi avevano dimostrato l’effetto protettivo del limone nei confronti delle patologie cardiovascolari e nella protezione dell’ictus mentre altre evidenze hanno confermato l’azione protettiva nei confronti di malattie infiammatorie croniche e degenerative. Un altro studio ha osservato come il consumo abbondante di limoni può essere d’aiuto nella prevenzione e trattamento di alcune malattie infiammatorie come l’artrite reumatoide e nella prevenzione del diabete.
Altri studi hanno infine dimostrato che l’assunzione regolare e abbondante dei limoni può promuovere alti livelli di ottimismo e autostima, così come ridurre il livello di stress psicologico, senso di ambiguità e paura delle malattie e migliorare la protezione da sintomi depressivi. Anche i livelli cognitivi possono giovarsi dall’assunzione di questo agrume.
Anche il limone sottoforma di succo ha dimostrato la sua efficacia sullo stato di salute grazie ai polifenoli e flavonoidi presenti e che rimangono inalterati nella spremitura; in particolare contribuisce a migliorare i profili lipidico e glicemico, ad abbassare i markers infiammatori e dello stress ossidativo, e a modificare in positivo la composizione del microbiota intestinale.
Non ha invece un riscontro scientifico ma soltanto empirico e di medicina popolare, l’utilizzo del limone come astringente intestinale, o come regolatore dell’intestino se assunto con l’acqua al mattino o come antisettico, nonostante qualche studio dimostri, sebbene con scarsa evidenza, qualche proprietà antimicrobica. È comunque importante sottolineare che il limone svolge azioni benefiche solo se assunto in adeguate quantità all’interno di un corretto regime alimentare basato sulla dieta mediterraneo e non va considerato un farmaco o un integratore se assunto da solo per curare o prevenire malattie.