Sanihelp.it – Il paracetamolo è un farmaco molto usato per alleviare il dolore e la febbre, ma se assunto in dosi eccessive può causare gravi danni al fegato e ad altri organi. L’intossicazione da paracetamolo può essere acuta o cronica, a seconda della quantità e della frequenza di assunzione del farmaco.
Come riconoscere l’intossicazione da paracetamolo
I sintomi dell’intossicazione da paracetamolo possono variare a seconda della gravità e della durata dell’esposizione al farmaco. In generale, si possono distinguere quattro fasi:
Fase 1: si manifesta entro le prime 24 ore dall’ingestione della dose eccessiva di paracetamolo e si caratterizza per nausea, vomito, anoressia, pallore, malessere e sudorazione. In questa fase, molti pazienti possono non presentare sintomi o avere sintomi lievi e non specifici.
Fase 2: si sviluppa tra le 24 e le 72 ore dopo l’ingestione e si caratterizza per il peggioramento dei sintomi gastrointestinali e per l’insorgenza di dolore nell’ipocondrio destro, dove si trova il fegato. In questa fase, gli esami del sangue mostrano un aumento delle transaminasi, che sono degli enzimi che indicano il danno epatico.
Fase 3: si verifica tra le 72 e le 96 ore dopo l’ingestione e si caratterizza per la comparsa di segni di insufficienza epatica, come ittero, urine scure, alterazioni della coagulazione, acidosi metabolica, encefalopatia epatica, edema e ascite. In questa fase, il rischio di morte è elevato se non si interviene tempestivamente con un trattamento specifico.
Fase 4: si verifica dopo le 96 ore dall’ingestione e si caratterizza per il recupero della funzione epatica o per la progressione verso la necrosi epatica irreversibile, che richiede un trapianto di fegato o può essere fatale.
Quanto paracetamolo per intossicazione?
La dose tossica di paracetamolo dipende da diversi fattori, come il peso corporeo, lo stato di salute, l’assunzione di alcol o di altri farmaci che possono interferire con il metabolismo del paracetamolo. In generale, si considera tossica una dose orale superiore a 150 mg/kg di peso corporeo o a 7,5 g in un adulto12.
Tuttavia, anche dosi inferiori possono essere pericolose se assunte ripetutamente o in associazione con altre sostanze. L’intossicazione cronica da paracetamolo si può verificare quando si assumono dosi superiori a 4 g al giorno per più giorni consecutivi.
Le regole per evitare l’intossicazione da paracetamolo
Per prevenire l’intossicazione da paracetamolo, è importante seguire alcune regole semplici ma fondamentali:
Leggere attentamente il foglietto illustrativo del farmaco e rispettare le dosi e le modalità di somministrazione indicate.
Non superare la dose massima giornaliera di 4 g di paracetamolo in un adulto e di 90 mg/kg di peso corporeo in un bambino.
Non assumere più farmaci che contengono paracetamolo contemporaneamente o a breve distanza di tempo, controllando sempre gli ingredienti dei prodotti da banco o di combinazione da prescrizione.
Non assumere paracetamolo se si soffre di malattie del fegato, se si fa abuso di alcol o se si è malnutriti, a meno che non sia prescritto dal medico.
Consultare il medico se si assumono altri farmaci che possono interagire con il paracetamolo, come anticoagulanti, anticonvulsivanti, antitubercolari, antidepressivi o antiretrovirali.
In caso di sovradosaggio accidentale o volontario di paracetamolo, recarsi immediatamente al pronto soccorso o chiamare il numero di emergenza, portando con sé il farmaco o la confezione. Il trattamento precoce con un antidoto, l’N-acetilcisteina, può prevenire o limitare il danno epatico.
L’intossicazione da paracetamolo è una condizione seria che può avere conseguenze gravi per la salute. Per questo, è importante usare il farmaco con cautela e responsabilità, seguendo le indicazioni del medico e del farmacista e informandosi sempre sui possibili rischi e benefici.