Sanihelp.it – «La psoriasi cambia decisamente la vita delle persone. Nella quotidianità, nelle attività lavorative, nelle relazioni sociali e affettive. Questo impatto, se non affrontato, si ripercuote nel tempo generando un danno cumulativo nel corso della vita, quello che la comunità scientifica chiama CLCI Cumulative Life Course Impairment» a spiegarlo è il prof. Stefano Piaserico, Dermatologo dell’Università di Padova.
Per oltre 125 milioni di persone nel mondo, convivere con una malattia infiammatoria, cronica e così visibile ha un pesante impatto sul benessere generale e psicologico, può generare auto-stigma, e può condizionare le principali decisioni che daranno forma al proprio futuro.
Spettri diretto dal regista Paolo Santamaria, è il secondo cortometraggio promosso da AbbVie per la campagna internazionale Let Me Be Clear, che ha il patrocinio di ADOI, l'Associazione Dermatologi Venereologi Ospedalieri Italiani e della Sanità Pubblica, e di APIAFCO, l’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza.
È possibile vedere il corto sul sito web www.vicinidipelle.it e su tutti i social.
Questo secondo episodio, realizzato dopo il corto Da Capo presentato nel 2020, vede ancora alla regia Paolo Santamaria, e propone ancora una volta quell’approccio comunicativo diverso che ha incuriosito, sorpreso ed emozionato nel primo episodio.
Un modo diverso di raccontare la malattia partendo dal suo impatto globale, attraverso la metafora e il concetto delle sliding doors.
Non si parla direttamente della malattia – la psoriasi non viene citata nemmeno una volta – ma è concepito come una metafora creativa che intende trasmettere sensazioni ed emozioni simili a quelle legate alla psoriasi… attraverso la musica.
Il leit motive di questo secondo episodio, infatti, è l’Opera 70 numero 1 di Beethoven, anche conosciuta come Il trio degli spettri.
Secondo la leggenda vi è un qualche legame con il Macbeth di Shakespeare e, come in Macbeth, Spettri indaga i profondi dissidi che l’Io riesce a produrre sul vissuto del singolo individuo, andando a scavare tra desideri e paure.
«Spesso il conflitto più duro si combatte con gli spettri creati dal nostro io, tra il desiderio di vivere e la mancanza di sicurezza e fiducia in sé stessi – dichiara il regista Paolo Santamaria – Il corto si basa su questa metafora, ma pone l’accento sulla possibilità di un riscatto, attraverso un percorso prima di tutto interiore ma anche e forse soprattutto di dialogo e confronto con l’altro. »Spettri» è un invito a non sentirsi mai sconfitti ricercando una strada per superare le proprie paure, uno spunto per rinascere, per brillare e sentirsi liberi di far emergere la propria voce».
«L’importanza di vincere le proprie paure e trovare la strada per superare il profondo impatto psicologico e sociale della psoriasi è, dunque, il messaggio che emerge con forza dal cortometraggio – dichiara Valeria Corazza, presidente dell’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza APIAFCO – Le persone con psoriasi debbono svolgere un ruolo centrale nella gestione della propria malattia. Con consapevolezza di sé e fiducia nello specialista (dermatologo) che con un atteggiamento olistico cura la persona e non la malattia e può aiutare a superare i nostri dubbi con un dialogo franco spiegandoci i nuovi progressi della ricerca scientifica. Solo così potremo guadagnarci una vita libera dal peso quotidiano della malattia».
«La persona con psoriasi deve imparare a confidarsi con il medico sulla qualità della sua vita e sulle sue aspettative. Compito del dermatologo è andare oltre l’osservazione dei sintomi e imparare a comprendere la persona a 360 gradi, valutare cioè l’impatto cumulativo della psoriasi nel tempo. Un approccio che stiamo approfondendo negli ultimi anni e che necessita di strumenti di misurazione oggettivi» spiega ancora il professor Piaserico
«La buona notizia – conclude il dermatologo – è che oggi sono disponibili armi terapeutiche molto efficaci, come gli anticorpi monoclonali, che possono aiutare a raggiungere e mantenere una pelle completamente pulita in un’elevata percentuale di pazienti con risultati che si mantengono nel tempo».