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Le mascherine sono compatibili con le allergie stagionali?

Sanihelp.it – L’Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri (AAIITO), ha strutturato un semplice vademecum in cinque punti per rispondere ai dubbi delle persone che soffrono di allergie respiratorie e sono obbligati a indossare i dispositivi di protezione individuale.


Secondo tutte le evidenze disponibili indossare la mascherina non comporta nessun rischio aggiuntivo di aumentare le difficoltà respiratorie nelle persone con allergie respiratorie.

È assolutamente raccomandato sia per i bambini e che per gli adulti allergici e/o asmatici in terapia di mantenimento per allergie (ad es. antistaminici, corticosteroidi per via inalatoria e/o broncodilatatori) il rispetto e l’assunzione in modo scrupoloso delle terapie prescritte del proprio specialista di riferimento. Le terapie non vanno interrotte a causa dei timori di COVID-19.

La mascherina può effettivamente provocare una sensazione psicologica di fatica a respirare, ma non peggiora in nessun modo la situazione bronchiale del paziente. Al contrario la mascherina può diventare un fattore protettivo contribuendo filtrare almeno in parte i granuli pollinici che in questa stagione iniziano ad essere aerodispersi dalle piante in fioritura. Considerato, ad esempio, che la dimensione dei pollini delle spore fungine è compresa tra 1 e 15 micron (100, 1.000 volte più grandi del coronavirus, collocato tra 0,6 e 0,14 micron) è evidente che il filtro delle mascherine può contribuire ad abbattere la concentrazione inalabile di queste particelle aerobiologiche consentendo una importante riduzione della sintomatologia allergica.

Il paziente asmatico e allergico non necessita di mascherine particolari (FP2, FP3); può utilizzare una normale mascherina chirurgica certificata.

Per quanto riguarda i pazienti allergici che intendono uscire, non vi è alcuna particolare raccomandazione, a meno che la situazione respiratoria non peggiori drasticamente uscendo all'aperto.

In tal caso il suggerimento è quello di restare presso il proprio domicilio, limitando le uscite al minimo.


Si ricorda, in conclusione, che gli studi clinici finora analizzati, hanno confermato che le allergie e l'asma allergico lieve, non sono da considerarsi come un fattore di rischio significativo per l'infezione da Covid-19.

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FonteAAIITO

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